domenica 2 novembre 2014

Preghiera


Mio nonno soleva dirmi, che a mezzogiorno e dopo le cinque, non era cosa sensata far vista ai morti. Il cimitero, in quei due specifici momenti della giornata non era destinato agli uomini, bensì ai defunti che riunitisi apparecchiavano e banchettavano insieme. Mio nonno continuava dicendomi che all'ora di pranzo chi osava accostarsi, anche solo al cancello d'ingresso, avrebbe udito il rumore delle stoviglie, tintinni di bicchieri e brusii di voci concitate, risate di chi in allegria apparecchiava la tavola. Il coraggioso o lo scettico che reputava fandonie tali credenze, e si sarebbe avventurato senza remore e paure, avrebbe pagato cara la sua sfrontatezza, perché di certo quella rivelazione, palesatasi in tutta la sua sconvolgente bellezza, l'avrebbe travolto a tal punto da levargli la parola e il sonno. 
Da bambina, quando con mia madre, facevo visita ai morti, stavo attenta all'ora in cui ci accingevano a uscire di casa, con il terrore di incappare in qualcosa che reputavo più grande di me.

Ad oggi, trascorsi ventidue anni dalla morte di mio nonno, ricordo le sue parole come un balsamo destinato al mio cuore,convinta che la vita sia una raccolta splendida di parole e gesti, seminati lungo il suo corso, e che spingano fuori, piccole piantine verso il sole, per ricordarci al momento giusto, cosa ci è stato insegnato senza lezioni impartite.
In questo 2 novembre immagino mio nonno aiutare gli Altri ad apparecchiare la tavola, lo sento fischiettare come era sua abitudine, e sento le sue parole al resto dei commensali: "Cugì... agjù purtot na pit e na ricott, na mangem anzim!" (Cugini ho portato una focaccia e una ricotta, così la mangiamo insieme!).
TVB NONNO. Questa è la mia preghiera per te e per tutti quelli che abbiamo perduto. Dividi la tua focaccia con zio compare e con Anna. Ridete insieme. Ridete tanto da attraversare il tempo e lo spazio e arrivare a noi.

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