venerdì 5 luglio 2013

I guardiani delle anime. La maledizione della regina di M.P.Black

Anime del presente e anime del passato che si intrecciano nel romanzo: “I Guardiani delle anime. La maledizione della regina” di M.P.Black.

Immaginate per un attimo di essere un giovane studente anonimo, affetto da asma, poco incline a una vita sociale movimentata. Se preferite potete vestire i panni di una punk, la svitata della scuola, diffidente nei confronti degli altri. Chiunque avete scelto di essere ora iniziate a pensare al modo più appropriato per salvarvi la pelle, ma soprattutto l’anima, e sì, l’anima visto che  uno Spirito Antico dimora in voi e un cattivo, venuto dal passato, vuole distruggere la Storia (con la S maiuscola) e la vostra esistenza,  impedendo all’anima dormiente che dimora in voi di palesarsi e quindi di avere la possibilità di raggiungere la Luce.
No, non è un gioco psicologico o un trucchetto per mettervi ko, i due profili su citati appartengono ai protagonisti del romanzo di M.P.Black “I guardiani delle anime, La maledizione della regina”. Il fantasy, romance Young Adult che si discosta per maturità stilistica, strutturale e anche emozionale dai precedenti lavori, tra cui la trilogia di Lisa Verdi, indirizzato soprattutto a un pubblico di teenagers.
 Ma andiamo con ordine:


Trama:

Jacob Ross è un barbone, ma la sua vita sta per cambiare, per sempre. I Sette Re del mondo gli donano due spade Katane, che gli regalano l’immortalità e lo trasformano nel Primo Guardiano delle Anime. Il suo compito, ora, sarà quello di vegliare sugli Spiriti Antichi, anime erranti che si reincarnano in corpi di uomini e donne e che vanno aiutate a raggiungere, finalmente, la tanto agognata Luce.
Brandon Davis, quasi diciottenne, frequenta la Fear High School, nel Maine. Le sue giornate trascorrono tra i libri, in compagnia del suo migliore amico Darryl Wright. Ma Brandon, timido, impacciato e sofferente di asma, non sa che la sua vita sta per cambiare, per sempre.
Vania Chernikova, sedici anni, è la svitata della scuola. Ragazza punk, vive completamente isolata da tutto e da tutti, fuma quantità smisurate di sigarette e non lega con nessuno. E anche Vania non sa che la sua vita sta per cambiare, per sempre.
In una girandola di emozioni, passioni e ricordi che si perdono nel tempo, Vania e Brandon dovranno affrontare i Guardiani delle Anime e la missione che verrà loro imposta. Una missione che li condurrà in un’epoca lontana, ricca di misteri e di magia, e che li vedrà costretti a rivivere una vita già compiuta e dimenticata. E scopriranno che, spesso, la realtà non è quella che sembra e che il confine tra il bene e il male è davvero sottile.


Titolo: I guardiani delle anime. La maledizione della regina
Autore: Black M. P.
Prezzo: € 16,00  
Dati:    2011, 272 p., ill., brossura
Curatore: Mela S.
Editore: Domino Edizioni  (collana Le rune)


Recensione:

Ho letto questo romanzo in un soffio  perché è caratterizzato da tematiche interessanti: l’amore, l’avventura, il cambiamento, in una girandola di humor e romanticismo. La trama risente dell’atteggiamento di alcuni personaggi: a volte stereotipati, altre invece  da “fumetto”, stile “Naruto” per intenderci, ma più che un difetto mi è sembrata una nuova metodica utilizzata, negli ultimi anni, da molti scrittori fantasy che amano i manga.  Il romanzo assume molto, in questo caso, i connotati di una sceneggiatura, o almeno parte di essa.
Va riconosciuto alla scrittrice l’ardire di aver reso Jacob, il primo guardiano, quindi il perno della storia, antipatico cosa non da poco visto che spesso i protagonisti sono quasi sempre dei “supereroi” in cui è facile immedesimarsi. Costui invece è un uomo i cui panni stridono sulla pelle del lettore e la cosa mi è molto piaciuta perché ho percepito la sua esistenza al di là di me stessa. Una sorta di “Io esisto, se non dovesse piacerti arrangiati!”.
Meno apprezzabile invece ho trovato le due sorelle gemelle: Rose e Annette, se in una prima fase della storia il loro rapporto sembrava ben definito successivamente è sorta una gelosia sopita, vecchia quanto la loro esistenza. Le lacune di alcuni atteggiamenti e anche di alcuni tratti psicologici, che sarebbero dovuti essere curati di più, vengono  compensati dalla narrazione del  loro passato che si palesa attraverso flash back descritti in maniera egregia. La storia delle due sorelle è avvincente e interessante, ma soprattutto suggestiva e magnetica, catapulta in un’altra epoca consentendo al lettore di percepirne suoni, odori e colori.
Ancora una volta la scrittrice ha dato il meglio di sé nella descrizione dei sentimenti e delle passioni. La nascita  dell’amore tra Vania e Brandon, non avviene a prescindere da… come sarebbe potuto accadere a causa delle anime che ospitano, i due si prendono del tempo per lasciare che i sentimenti scaturiscano e possano portare “a un livello successivo”, interessante anche il rapporto che Vania ha con “lo spasimante del passato”, un tocco di eros che da brio alla storia. Un’altra cosa che ho molto apprezzato è stata l’ironia dell’autrice, riscontrata già nella trilogia di Lisa Verdi, allenta la tensione e strappa davvero un sorriso al lettore.
Sono rimasta sgomenta nel leggere il finale, la Black ha sempre avuto un talento per esso, tutti i “difetti” della narrazione vengono perdonati per la sua capacità di trovare un effetto speciale capace di sconvolgere, a differenza delle successive pubblicazioni però, questa volta sono rimasta basita, perché nel mentre della lettura non ho colto  segnali che potessero condurmi a quel tipo di conclusione.
Per il resto è un romanzo che consiglio a un pubblico di teenagers e di adulti, c’è davvero materiale per tutti. In più se il finale in sé mi ha un po’ tramortita posso assicurarvi che a chiusura del romanzo c’è una piccola chicca che porta ai giorni nostri e trasforma un’esperienza di vita nella scintilla che farà nascere il romanzo, una sorta di “reliquia da scrittore” oserei dire, che mi ha fatto sorridere, mi ha emozionato e mi ha convinta ancora una volta della bravura della Black. Davvero un ottimo lavoro.



L’autrice:

M. P. Black, alias Paola De Pizzol, ha iniziato a scrivere fin da piccola diversi racconti fantasy. E’ sposata ed è mamma di due bambini. Lavora come impiegata comunale e vive nelle dolci colline venete. Nel 2007 ha pubblicato con la casa editrice "Il Melograno" di Milano il suo primo libro, Lisa Verdi e il ciondolo elfico, nominato libro dell'anno 2007 dall'Associazione Servizi Culturali di Milano. Il libro è stato pubblicato in seconda edizione, nel 2008, dalla casa editrice "0111" di Milano e inserito nella collana "The best of 0111". Il secondo libro della trilogia, Lisa Verdi e l'antico codice, è stato pubblicato sempre nel 2008 dalla stessa casa editrice e inserito a sua volta nella medesima collana. Il terzo e ultimo libro della trilogia, "Lisa Verdi e il Sole di Aresil", è stato pubblicato nel novembre 2009.
Nel 2011è uscito il suo nuovo fantasy I Guardiani delle Anime — La maledizione della regina per Edizioni Domino.
Ha partecipato a una raccolta di fiabe con “La principessa Capricciosa” inclusa nell’antologia “Il magico mondo delle fiabole”, autori vari, edita Aletti Editore (dicembre 2011)
Il racconto di Natale “Snowman” è stato pubblicato dal blog di Malitia in Wonderland nel dicembre 2011.
Con la “Corte shorts” è uscito nel marzo 2012 il racconto horror “Lo spettro della candela”.
Nel giugno 2012 ha pubblicato il romanzo, a sfondo esoterico, “La rosa e il pugnale” Edizione Domino.

Ha partecipato con la fiaba “Messer  Casonava e il Gatto con gli stivali” nell’antologia “Fiabe per Leoni Veneziani”, LT2 Editore curata da Andrea Storti.

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