martedì 12 marzo 2013

L'uomo dietro l'autore: David Gemmell

Questa rubrica, a cui ho dato vita moltissimi mesi fa, è la mia preferita perché dà l'opportunità a noi amanti della letteratura di scoprire chi si nasconde dietro le opere che leggiamo. Spesso ci facciamo un'idea degli scrittori: distorta, stramba, aulica, aristocratica, e poi invece quando veniamo a conoscenza del loro vissuto ci rendiamo conto che ci somigliano più di quanto potessimo immaginare. Purtroppo non mi è così facile seguire questa rubrica, come vorrei, per via degli impegni extra - blog e soprattutto, a differenza delle altre, richiede tempo e dedizione ma soprattutto molte ricerche. Appena potrò mi rifarò viva, perché ho già in mente altri tre autori (tra cui due autrici) le cui vite sono molto molto interessanti. 

Adesso bando alle ciance, per la seconda tappa di "L'uomo dietro l'autore" ho scelto David Gemmell, il più grande scrittore contemporaneo di genere fantasy.Ho ripetuto più volte che averlo scoperto per me è stata una vera rivelazione, casuale, durante le feste natalizie di tanti anni fa. Ero alla ricerca di nuovi romanzi fantasy da leggere durante i giorni di festa e mi sono imbattuta nella copertina arancione della Fannucci. Il nome dell'autore non mi disse nulla ma il titolo "Spada nella tempesta" e la trama mi catturarono. E' stato e continua ad essere un amore viscerale, passionale e incantato. Gemmell è un grande e io mi sono perduta nelle sue storie ...

David Gemmel non è molto conosciuto in Italia come lo è stato all'estero. Mi riferisco a lui al passato perché è morto nel 2006 a soli 57 anni. Il suo cuore ha ceduto due settimane dopo un impianto di bypass, l'intervento era riuscito ma "il vecchio rottame che portava in petto" l'ha tradito, proprio negli anni più fecondi della sua vita.

Nato a Londra nel 1948, abbandonò gli studi a soli sedici anni, venne scacciato da scuola perché   organizzava tresche clandestine al gioco d'azzardo. Iniziò così a lavorare come operaio di giorno e buttafuori di notte. Trascorse la gioventù a  fare i lavori più disparati coltivando l'amore per la scrittura e la letteratura.
Collaborò con vari quotidiani come freelance e solo nel 1984, in età matura, scrisse e pubblicò  il suo primo romanzo:"La leggenda", seguito a ruota da "Il re al di là della Porta". Gemmell non ebbe un immediato successo, le sue prime opere passarono in sordina per essere rivalutate successivamente, quando nel 1986 pubblicò "Waylander" che lo portò al successo e gli consentì di abbandonare il lavoro da giornalista per dedicarsi al mestiere di scrittore in maniera completa.

Gemmell fu uno scrittore "di strada", nonostante i suoi romanzi siano di genere fantasy in essi è stata raccolta tutta la violenza e la lotta che appartiene al genere umano. Fu lui a dire che la "fisicità" descritta dettagliatamente all'interno dei suoi libri non è frutto di fantasia ma bensì esperienze di vita, lui che detestava fare a botte fu "costretto" dal patrigno e dalla madre a iscriversi a box, perché era un bambino taciturno, introverso, solitario, senza amici. 

Si riteneva un uomo alto e imperfetto, concetto che la moglie, Stella, provò a smorzare senza riuscirci veramente, fumatore incallito tentò più volte di "disintossicarsi", ma senza sigaretta perdeva parte dell'ispirazione per scrivere, dopo tre mesi di astinenza si rese conto che quello che scriveva "fa schifo" riprendendo così a fumare.

Il suo romanzo preferito era "Lo Hobbit", il primo libro che il Preside delle scuole superiori, ogni giovedì mattina leggeva alla classe, lui irruente e scalmanato si fermava, si sedeva, chiudeva gli occhi e viaggiava, immaginava i mondi creati dalla penna di Tolkien. 

Nel 1993 si prese una pausa dai romanzi fantasy e si dedicò al genere storico. Per non tramortire i lettori con la sua scelta, utilizzò lo pseudonimo di Ross Harding riuscendo lo stesso ad avere successo. Gli ultimi venti anni di vita di Gemmell furono un proliferare di pubblicazioni:

Iniziò a scrivere il primo romanzo nel 1976 in attesa di un esame che avrebbe dovuto diagnosticargli o meno un cancro. La paura di morire lo spinse a evadere attraverso la scrittura. Esasperato dall'attesa la moglie Stella lo spinse "a far altro" e lui in poche settimane diede vita a quello che un giorno sarebbe diventato: "Il ciclo dei Drenai", una bozza piena di cliché che un amico giornalista gli consigliò di rivisitare e migliorare. 



I cicli da lui scritti consentono al lettore la facoltà di essere letti anche separatamente, a differenza di molte altre saghe, i romanzi di Gemmell anche se uniti da un unico filo conduttore, sono autoconclusivi. In più il fantasy di Gemmell non ha nessuna caratteristica del genere a cui ci hanno abituati gli scrittori degli ultimi decenni, ma un fantasy in cui la realtà viene piegata a una visione fantastica, senza fate, elfi, gnomi o altri esseri magici. I suoi sono uomini veri e duri che lottano per conquistare libertà e uguaglianza, dove la lotta fisica è espressione di una realtà difficile. 

Cattolico abbandonò l'idea di scrivere thriller ad alto contenuto di violenza per non promuovere la causa del male, non avrebbe mai potuto "guadagnare" istigando il prossimo attraverso le sue storie. Immaginava se stesso come scrittore storico, i vari personaggi della Storia lo affascinavano, ma la loro cruente fine lo fecero riflettere e desiderare di creare un mondo "ideale" dove costoro avrebbero potuto avere la meglio e vincere, per poter creare un mondo migliore e giusto. Abbandonò così l'idea del romanzo storico per ambientazioni fantasy dove concedersi qualche licenza poetica. 


Si definì un narratore, un "racconta storie" che intrattiene la gente, il Wayne del fantasy, colui che non chiude il processo di apprendimento per non "sfiorire" alla conoscenza. Era convinto di poter vivere fino a novantanni, godersi i due figli e continuare ad agganciarsi alla sua roccia, sua moglie, colei che gli consentiva di stare a galla in una vita difficile: orfano di padre, perse presto anche la madre a causa di un brutto male.

I suoi romanzi non nascono come trama ma attraverso i personaggi, sono proprio loro ad essere identificativi, visto che Gemmell li "prelevava" dal mondo reale: amici, parenti, colleghi ...

Muore lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo: settantamila parole in un file del computer,  trame e racconti sussurrati alla moglie. Stella proverà a ricomporre i pezzi di quei sussurri con la speranza di poter chiudere un altro dei tanti cicli che hanno caratterizzato la vita di un uomo che aveva come eroe Ronald Reagan.

4 commenti:

  1. il tuo post è davvero impressionante: brava! Ti aspetto ancora da me.

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    1. Grazie Stefania :)sarà un piacere fare un salto dalle tue parti :)

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  2. Non conosco questo autore ma questa rubrica è davvero bella! Brava!

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    1. Ciao Strawberry, grazie! E' la mia preferita, ma richiede così tanto tempo e ricerche :)

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