lunedì 28 gennaio 2013

Alba d'Inchiostro di Cornelia Funke



Titolo


Alba d'inchiostro
Autore
Prezzo
€ 8,10

Dati
2008, 600 p., ill., rilegato
Traduttore
Magnaghi R.
Editore
Mondadori  (collana I Grandi)



Mi era venuta la splendida idea di recensire i tre libri, letti a dicembre, in un breve post. Così per mettermi in pari e soprattutto per "accorciare i tempi" ma, non ho proprio potuto non soffermarmi su "Alba d'Inchiostro", il terzo volume della Funke che racconta le splendide e magiche avventure del Mondo d'Inchiostro. 
Quindi sorbitevi una recensione standard, più o meno, perché il romanzo mi è piaciuto troppo e non posso fare a meno di tessere le lodi di una scrittrice dal grande talento ma, soprattutto una grande professionista capace di entrare nella psiche dei lettori con un'energia pura, difficilmente riscontrabile nella letteratura per ragazzi. 


Il Mondo d'Inchiostro è costituito da tre volumi: "Cuore d'inchiostro", "Veleno d'Inchiostro" e "Alba D'Inchiostro" dove Mortimer e Meggie, padre e figlia, vivono un'avventura magica all'interno del romanzo: "Cuore d'inchiostro" scritto da Fenoglio, un anziano scrittore che si presenta tra l'essere burbero e il percepirsi onnipotente.
Mortimer ha un grande dono: quando legge a voce alta i personaggi dei libri prendono vita, facendo un salto nel mondo reale mentre personaggi e, cose reali vengono catapultati nel libro. Uno scambio che permette di mantenere l'equilibrio tra il mondo reale e il mondo della fantasia. Mortimer però, paga un prezzo molto alto per questo dono/maledizione: mentre una sera legge a sua moglie e a sua figlia il romanzo "Cuore d'inchiostro", tre personaggi: Basta, Capricorno e Dita di Polvere, vengono catapultati nella casa del lettore mentre sua moglie, Resa viene scaraventata nel mondo all'interno del romanzo. 
Purtroppo Capricorno e Basta sono due esseri spregevoli e crudeli che riescono ad adattarsi al mondo reale, mettendo spesso a rischio la vita dell'uomo e della figlia che, crescendo non conoscerà la verità su sua madre, sarà solo all'età di dodici anni, dopo la ricomparsa di Dita di Polvere al cospetto di Mo - l'uomo vuole tornare indietro dalla sua famiglia - che Meggie scoprirà la verità sulla scomparsa della madre e sulle doti di suo padre, chiamato Lingua di fata per il potere evocativo della sua voce. Inizia così l'avventura, terrificante, di Mo, Meggie e di Dita di Polvere per poter sconfiggere Capricorno e Basta e per tentare in tutti i modi di riportare Resa nel mondo reale e Dita di Polvere dalla sua famiglia. Mentre il primo volume (recensione qui) ha come ambientazione il mondo reale con sprazzi di magia, il secondo volume si sviluppa nel "Mondo d'Inchiostro" e l'incanto diventa palpabile. Il lettore ne viene avviluppato. 

Spesso il primo volume di una trilogia, di una saga è quello più intenso che cattura il lettore con magnetismo e  il secondo, il terzo volume (e via dicendo) perdono forza, perdono coinvolgimento, diventando molto più schematici (non è una legge naturalmente ma, negli ultimi anni molte trilogie sono diventate, dopo il primo volume, brodo allungato, annacquato ). La trilogia del "Mondo d'Inchiostro" è uno dei casi letterali in cui il secondo e il terzo volume sono migliori del precedente. Calibrato, per niente sdolcinato, avventura, fantasy e mistero si intrecciano a piccole chicche classiche. Impronte di miti e leggende vengono tessuti a fatti, fiabe e favole che tutti gli appassionati di letteratura conoscono. E' come aprire un armadio e trovare all'interno tutti i personaggi delle storie fantastiche che hanno allietato la nostra infanzia. 

Anche il terzo volume si svolge all'interno del mondo di carta. Mo assume un ruolo diverso da quello di rilegatore di libri, diventa un brigante: Glandarius e insieme al Principe Nero e al suo orso, combatte contro Testa di Serpente e i suoi scagnozzi. La sfida è scrivere tre parole all'interno del Libro Vuoto per uccidere Testa di Serpente, in quanto l'oggetto, rilegato da Mo (sotto costrizione) ha reso il despota immortale.  Questo porterà Glandarius, Meggie, Resa e i vari amici a vivere nascosti nei boschi, a rischiare la vita, a dover difendere i bambini del luogo contro la malvagità di Capricorno (scagnozzo di Testa di Serpente) e di Orfeo (anche lui ha il potere di evocare i personaggi dei libri grazie alla sua splendida voce!). Sarà proprio quest'ultimo a lasciare il lettore a bocca aperta, sopraffatto dall'evoluzione del personaggio. Vuoto, misero riuscirà con il suo desiderio di supremazia ad ottenere ( e a perdere) molto molto potere.

La bellezza di questo romanzo è la complessità dei ruoli, della trama. I personaggi sono tantissimi ma non è difficile memorizzarne i nomi, gli atteggiamenti, le varie  personalità. Sono così reali, pieni di difetti da essere irridiabilmente riconoscibili. Ad ogni capitolo spinge fuori un personaggio "vecchio" che porta con sé una novità, ancora più cattivo di prima o cambiato, pronto a fare qualcosa di scioccante. Non esistono i buoni e i cattivi, esistono le persone e i personaggi con uno spirito diverso di adattamento. Le creature magiche: cobolti, fate, spiriti, folletti dei cristalli sono tutti molti diversi da come ce li siamo sempre immaginati e come le vecchie leggende ce li hanno propinati. 
E poi quello che fa sospirare è il potere che possiede sia Fenoglio che Orfeo, (mentre il primo è un vero scrittore, il secondo è uno scribacchino che necessita di copiare le parole altrui per creare una frase!), quale scrittore non vorrebbe mettere su carta qualcosa che ha un'energia potente capace di prendere vita grazie alla forza di un altro grande potere: quello di Mo che con la sua voce trasforma l'inchiostro in sangue e la carta in carne?
La trilogia del Mondo d'Inchiostro non è destinata solo agli appassionati di letteratura ma soprattutto a chi ama scrivere. Fa capire quanta responsabilità ci sia all’interno delle parole e quanto uno scritto, un romanzo possa cambiare la vita dell'uomo. 
Nel "Mondo d'Inchiostro" tutto quello che ogni lettore e ogni scrittore sogna diventa reale ma non sempre è come  se lo si immagina, perché spesso quello che appare "straordinario" può diventare incubo o sfida.

La sorpresa sta nel finale. Il lettore comprende che ogni mondo, anche quello in cui noi viviamo può avere qualcosa di appetibile per chi non lo conosce ... in più  la magia rende le ultime pagine ancora più intense. 

Nonostante l’evoluzione del personaggio: Meggie continua a non piacermi, la trovo antipatica, sopra le righe, capricciosa, onestamente l’ho detestata. Mentre Mo, Dita di Polvere, Fenoglio, la Brutta persino Orfeo e la Gazza che sono così velenosi, sono i personaggi che più amo, pieni di carisma, di personalità, di contraddizioni. Difficilmente si rimane indifferenti dinanzi al loro modo d’agire.

Io vi consiglio vivamente questa trilogia, leggetela, amatela,fatela vostra non ve ne pentirete!

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