mercoledì 31 ottobre 2012

Susan a faccia in giù nella neve: Carol O'Connell (Con questa recensione partecipo a Boo Halloween reading callenge)



TitoloSusan a faccia in giù nella neve
AutoreO'Connell Carol
Prezzo


€ 10,20
Dati2009, 457 p., brossura
TraduttoreAlbini F.
EditorePiemme  (collana Bestseller)


Alla vigilia di Natale, a Makers Village, una cittadina nello stato di New York, due bambine di dieci anni vengono rapite. L'unica traccia è la bicicletta di una di loro, ritrovata abbandonata alla fermata dell'autobus.
Il poliziotto incaricato delle indagini, Rouge, ha un motivo in più per cercare di ritrovare le bambine: 15 anni prima, la sua gemella, allora bambina, fu rapita e uccisa. E' vero che un uomo, un prete, è stato condannato per quell'omicidio, ma si è sempre proclamato innocente. E ora che le modalità del rapimento sembrano ricalcare quelle di 15 anni prima, Rouge spera che questa volta riuscirà ad arrivare in tempo per salvare la vita alle bambine scomparse. Con l'aiuto di Aly Cray, una criminologa dal volto sfigurato, Rouge tenta di far parlare l'unico che forse ha visto qualcosa, un ragazzino introverso che frequenta una scuola speciale vicino al luogo della sparizione.



Il passato ritorna, ritorna sempre e lo fa nel modo più atroce. Gli errori degli adulti ricadono sui bambini perché se questi non sono capaci di fare bene il loro lavoro e lasciano andare l’orco cattivo non credendolo tale … allora il mostro tornerà e farà di nuovo la medesimo cosa: uccidere.
Due bambine vengono rapite, Rouge, il poliziotto che si occupa del caso, capisce subito che ci sono delle affinità con il rapimento avvenuto quindici anni prima in cui  sua sorella  è stata uccisa… ma il colpevole è davvero chi sta in prigione?
Giustizia è stata fatta o l’ombra del male e della pedofilia si stende ancora su una piccola cittadina newyorkese?
La pedofilia: un tema scottante da prendere con le pinze. La O’Connell utilizza un linguaggio semplice, lo fa  a piccoli passi, insinuando senza mai cadere nell’ossessività.
Ci si affeziona subito alle due bambine rapite, il loro stare insieme diventa la nostra coperta calda, una sicurezza d’amore e allo stesso tempo saperle piccole e indifese strazia l’anima, ci riporta bambini, ci fa sentire genitori inadatti, incapaci di difendere i nostri figli. Il terrore di non essere all’altezza di tale compito ci attanaglia.
Le ferite non sono solo cicatrici, non sono solo incisioni nella carne ma sono pozzi senza fondo da cui l'urlo del passato rimbomba per farci sentire prede.
Un romanzo dalla scrittura fluida, dinamica, plastica, che si incastra sottoforma di piccoli puzzle, quando arriverete a scoprire la verità ne sarete sconvolti ma, più sconvolgente sarà il finale oso definire più paranormal che thriller.
È proprio il finale a far riflettere e farci temere alcune verità…
Una cosa che ho apprezzato poco o nulla è il titolo: Susan a faccia in giù nella neve, certo è a effetto ma avrei preferito che la casa editrice si fosse attenuta di più all’originale: Judas child. Non capisco perché nella traduzione italiana si perda molto del significato originario.
Carol O’Connell sa il fatto suo, la sua scrittura trascina, i suoi personaggi sono reali, “carnosi” e il giochetto di spiazzare il lettore sul finale è da brividi!

9 commenti:

  1. Ho un paio di libri di Carol O'Connell ma non ho ancora iniziato. :) Se penso a tutti i libri che ho da leggere mi vengono i capelli bianchi.
    Devo recuperare anche questo volume. :)

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  2. Ti credo io sono nella tua stessa condizione! Per leggerli tutti dovrei rinascere minimo altri venti volte :)

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  3. Anche tu non scherzi con le letture!
    Il tema della pedofilia è abbastanza difficile da digerire...hai mai letto Tory Haiden? Anche lei tratta storie di infanzie difficili e tragiche...

    Il problema dei titoli tradotti è qualcosa che mi fa sempre innervosire anche perché nella maggior parte dei casi non è una traduzione ma una reinvenzione del titolo per, "dicono", avvicinarsi di più al pubblico italiano...ma a me piacciono sempre di più i titoli originali...l'editoria dovrebbe essere meno puntigliosa su queste cose e più attenta su altre...

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    1. Ciao Strawberry,
      sì è un tema difficile ma sono convinta che infilare la testa sotto la sabbia, fingendo che tale realtà non esista, sia inutile e da ipocriti. Per questo ti ringrazio per avermi dato una dritta visto che non ho mai letto Haiden ... per quanto riguarda la "traduzione" dei titoli hai pienamente ragione ... il titolo è essenziale perché mai storcerlo tanto?! "Adattarlo" a un pubblico di lingua diversa non dovrebbe significare inventarne uno nuovo ... e poi "Susan a faccia in giù nella neve" da scrittrice mi verrebbero gli incubi se "battezzassero" così una mia opera!

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  4. Ho adorato questo libro. La Connell ti trascina in un vortice da cui è difficile uscire. ;)

    ps: ti abbiamo assegnato il premio Unia! :P http://lostingoodbooks.blogspot.it/2012/11/premio-unia.html

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  5. ^^ Anche a me non dispiace! Però dopo due/tre Kathy è iniziata a starmi antipatica! =P
    Comunque, ci tenevo a dirti che il tuo libro mi ha incuriosito e appena posso (ricollegandomi alla prima risposta, anche io ho fantasmiliardi di libri in attesa!!) vorrei proprio leggerlo!! :))

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    1. Ciao Serena,
      per me invece è la mia prima esperienza con Katy :) quindi dovrò darle qualche altra opportunità prima di poter dire che mi sono stancata della sua scrittura e delle sue storie :)
      Sono contenta che il mio libro ti incuriosisca :) una volta letto fammi sapere cosa ne pensi :)

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