sabato 27 ottobre 2012

La vera paura.




Non riesco a dormire. Stanotte ho scoperto che cos'è davvero la paura. La terra ha tremato e io ho percepito un mostro, un estraneo entrare in casa e scuoterla dalle fondamenta. Ero accucciata nel mio letto, avvolta nella mia coperta preferita mentre respiravo il profumo di buono di mia figlia che avevo lasciato, per una volta,  dormire  con me.
- Mamma ho fatto un brutto sogno - mi ha detto  un'ora prima e, allora ho ceduto ricordandomi di me - bambina, quando mia madre mi accoglieva nel suo lettone caldo che profumava di lei. 
Mi sono svegliata di soprassalto. Così come se qualcuno mi avesse schiaffeggiata. Era tutto calmo. Silenzio assoluto. Qualcosa di sinistro si avvicinava, lo percepivo!
Scuoto mio marito "Sta per accadere qualcosa!" gli urlo.
Non ho avuto il tempo di pronunciare la  frase che va via la luce.
Il terremoto, penso. Sì lo penso, senza rendermene conto ho già afferrato mia figlia, mio marito corre a prendere una lampada d'emergenza, quelle trasportabili. 
Entra con un boato, prepotentemente. Scuote i vetri, va vacillare le porte. 
Il letto si muove, tutto trema. La culla va a sbattere contro il muro.
In un secondo ho pensato a tutte le persone che amo. In un secondo ho pensato a mia sorella e mia nipote che abitano al terzo piano. Ai miei genitori la cui casa è stata costruita sotto un monte roccioso. Alla mia amica Elvira e alla sua famiglia che vivono in un vicolo stretto. Ho pensato alle persone ricoverate, ai carcerati. Come si salvano gli ammalati? Come si salvano i carcerati? Me lo sono chiesta per tutto il giorno. C'è qualcuno che gli da l'opportunità di fuggire dalla bestia o la loro vita  è di serie b e quindi possono tranquillamente morire sotto le macerie?
Tra tutti ho pensato soprattutto a mia figlia, piccolo cucciolo in crescita. Sarei stata capace di difenderla, salvarla?

Non siamo pronti! Lo dico. Non siamo pronti, lo ripeto. Perché nessuno di noi sa quello che deve fare. Vivo in un paese dalle strade strette e dove tutto è cementificato, per trovare spazi aperti bisogna percorrere circa tre km. Dove corro, dove vado se il mostro arriva e minaccia la mia vita e quella di chi amo?
Ho scoperto che ho paura, no paura di morire ma paura che possano morire  quelli che amo.
Ho paura di trovarmi il vuoto dinanzi e di non saper saltare.
Ho paura di morire da "fessa" lasciatomelo passare, morire per qualcosa che si poteva evitare.
Io non sono geologa, scienziata o altro, sono un' "ignorandona" in materia ma so che tornerà, sì, il mostro tornerà e farà una strage ... vorrei sapere cosa devo fare, come mi devo muovere, chi verrà a cercarmi se dovessi rimanere schiacciata dalle macerie ma, soprattutto esigo sapere cosa devo fare per salvare la vita  di mia  figlia, lo voglio sapere perché la mia paura più grande è che un mostro senza volto, a cui non posso chiedere "pietà", con cui non posso confrontarmi possa credersi padrone della mia vita e della mia tranquillità, entrarmi in casa, stravolgerla e andare via indisturbato, come fanno i peggiori dei ladri. 

2 commenti:

  1. Cara Caterina,
    non sapevo fossi dalle parti del terremoto!
    Ricordo quando ci fu una violenta scossa alla fine del maggio scorso. Io ero in classe, a scuola, per un attimo ho pensato che non ero con la mia famiglia. Quell'impotenza di cui parli la capisco perfettamente, dico sul serio.
    E' un mostro imprevedibile, è un mostro da cui è difficile difendersi.
    Spero che tu, la tua bimba e il resto della famiglia stiate bene, che non vi siano altri spaventi e altri fenomeni come questo per voi.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Marta,
      hai ragione tu: è un mostro imprevedibile che ti fa sentire inerme e inutile, mette davvero tanta paura. Non abito dove si trova la faglia, ma nonostante ciò la scossa è stata così forte da farci temere davvero per la nostra vita e per quella dei nostri cari. Purtroppo, ormai, ovunque si abiti in Italia siamo comunque in pericolo: tra slavine di fango, zone sismiche e case costruite con la farina ... è triste, molto molto triste. Ti ringrazio per il pensiero. Un abbraccio :)

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