mercoledì 25 luglio 2012

I sensi di colpa senza colpa.


Che cosa accomuna la maggior parte delle mamme che studiano e lavorano? I sensi i colpa! E sì! Maledetti sensi di colpa che fanno sentire, anche la migliore delle giostraie ( perché le mamme sono vere e proprie giostraie!) come una buona a nulla, incapace di conciliare famiglia - lavoro - studio e, soprattutto di essere all'altezza di un ruolo tanto importante.




Ricordo una scena del film Sex and the City 2, ad Abu Dhabi  quando Miranda confida a  Charlotte che spesso si sentiva in colpa perché essere "solo" mamma non le bastava! In tanti avrebbero sgranato gli occhi e inorridito ma, non Charlotte  che viveva una condizione pessima e disastrosa, aveva desiderato a lungo, troppo a lungo di vivere appieno la maternità ma, nel momento in cui il sogno era diventato reale si era resa conto che non era per nulla come l'aveva immaginato! 

Una donna dovrebbe avere la possibilità di avere e crescere i propri figli senza rinunciare a se stessa, altro esempio calzante in Desperate Housewives - I segreti di Wisteria Lane,  Lynette è quella, tra le diverse casalinghe, a dover rinunciare a un importante posto di lavoro a causa della gravidanza gemellare, sarà proprio un caro amico a sbatterla fuori dall'azienda in cui lavora, perché una donna incinta, una donna con bambini piccoli è vista come un'assenteista che sarà costretta per volere o dovere a lavorare meno di altre ... e di chi è la colpa? Delle politiche sociali, del nostro amato Stato ... 





Voler migliorare, continuando a studiare oppure
 lavorando per far carriera è visto come una sorta " ma guarda questa non si accontenta mai nella vita!" ... e perché ci si dovrebbe accontentare se si potrebbe avere entrambi ... sia un figlio e sia se stessi? Una donna soddisfatta e felice, una donna determinata nei suoi ruoli sicuramente sarà una madre che inculcherà al proprio figlio voglia di fare e sicurezza! Con questo non sto osannando quelle donne che abbandonano i propri figli a terzi, che mettono il lavoro in primo piano e l'unica cosa che hanno in comune con la prole è il numero del conto corrente necessario ad alleggerirsi la coscienza. Io parlo di donne che lavorano e/o studiano e che durante la giornata riescono a ritagliarsi del tempo per preparare un buon pranzetto al proprio piccolo, che non rinunciano a fargli il bagnetto, che lo coccolano di sera raccontandogli una fiaba, che approfittano del tempo libero per organizzare una gita, che giocano a nascondino anche se l'unica cosa che avrebbero voglia di fare sarebbe quella di lanciarsi sul letto e rimanerci incollati per circa due o tre anni.




Molte donne, dopo la prima gravidanza, sono costrette a lasciare il lavoro o lo studio a causa dei costi eccessivi delle strutture private e della carenza dei servizi statali . Non tutti hanno nonni, zii o parenti che possono sostituirsi a baby sitter e asili nido. 
Tale argomento è oggetto di discussione, ormai da tanto, troppo tempo, a livello politico e sindacale ma con un nulla di fatto! Il telelavoro sarebbe un'ottima opportunità per chi ha voglia di lavorare da casa, mentre asili nido  per i più piccoli, il sostegno economico per assumere una baby sitter , l'inserimento negli asili  per chi ha voglia /necessità di studiare/lavorare e, anche le aziende dovrebbero "riformarsi" a sostegno delle donne.( Con l'asilo sul posto di lavoro!)
Ma la strada sembra lunga e in salita. Per ora a noi mamme non restano che i sensi di colpa, l'incapacità di non riuscire a gestire nulla. Di non fare mai la cosa giusta e di sentirsi altrettanto in colpa qualunque sia  la scelta fatta. L'interrogativo continuerà ad essere: ma avrò fatto bene?

2 commenti:

  1. WOW!!! Non mi aspettavo di leggere un post che mi rappresentasse così bene! Sono tra le mamme lavoratrici costrette a vedere il proprio bimbo solo due ore al giorno. Mi sento sempre in colpa: al lavoro perché a una certa ora devo spegnere il pc e correre a prendere i mezzi per tornare a casa, ma soprattutto nei confronti di mio figlio, che mi vede pochissimo, e spesso stanca. Cerco di non fargli mancare nulla e di essere sempre presente nel poco tempo che passiamo insieme, ma a volte invidio le donne che fanno "solo" le mamme.

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  2. A chi lo dici! Io ho continuato a studiare mentre ero in attesa e anche successivamente, quando l'esame finale era vicino ero nevrotica e stanca mentre mia figlia mi chiedeva "mamma giochiamo? Mamma usciamo? Ma sempre libri? Sempre studiare?" ...Come avrei voluto lanciare tutto all'aria e fuggire con lei in giardino ...

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