venerdì 20 luglio 2012

Dimmi chi credi di essere e ti dirò chi sei!




Chi credi di essere? Una persona sicura, dinamica, che crede nel proprio sé? Sei sempre puntuale? Ordinata e meticolosa? Convinta che tutti sappiano che tu “sei ciò che credi di essere?”.
Oppure sei una persona emotiva, che si arrabbia facilmente? Ritardataria cronica  che ha difficoltà a gestire il proprio tempo libero? Certa che questo sia il quadro che vedono gli altri quando ti osservano?
In quanti ti credono antipatica e sulle tue, mentre altri cento individui potrebbero firmare con il sangue la certezza della tua simpatia e della tua disponibilità verso l’altro?

Sai davvero chi sei?
Devi convingere te stessa o gli altri?

Ognuno di noi ha una percezione del proprio . Il come una persona crede o è convinta di essere. La propria riuscita sociale, il proprio vissuto corporeo, il come viene percepita dagli altri (ossia l’oggettività!) non sempre combaciano con la realtà dei fatti. Un intricato enigma degno di “Uno, nessuno e centomila”.
Costruiamo noi stessi in relazione all’ambiente socio – culturale e familiare in cui viviamo e attraverso un graduale e articolato processo di socializzazione formiamo la nostra identità: sia personale che sociale. A volte i condizionamenti socio – familiari ci costringono ad indossare delle maschere in cui  non ci riconosciamo dando così una falsa immagine di noi. (Disturbi legati alla costruzione di un falso io).
Altre volte si crea una discrepanza tra ciò che l’individuo crede di essere e ciò che gli altri percepiscono di quest’ultimo tanto da creare una sfasatura tra Sé Reale e Sé Ideale.
Ma cosa sono il Sé Reale e quello Ideale?
Andiamo con ordine. Il Sé è un agente attivo che struttura coerentemente le proprie esperienze e quelle del mondo. Si distingue in Me: rappresentazione del Sé, delle proprie idee e in Io: autore delle proprie azioni.
Secondo Carl Rogers ( Psicologo Umanista) l’Organismo è l’insieme dei bisogni innati (cibo, sesso, sicurezza ecc…) compresi sentimenti, aspirazioni e bisogni sociali che Rogers chiama Considerazione Positiva (approvazione e riconoscimento).
Quando il bambino nasce è in debito di Considerazione Positiva da parte degli altri ed è per questo che ubbidisce ai genitori e agli educatori. Attraverso la Considerazione Positiva degli altri anche lui costruirà una Considerazione Positiva di se stesso tanto da formare un Sé congruente all’Organismo. Quando invece l’Organismo esige di soddisfare i propri bisogni e il Sé non si sente degno, si creano delle discrepanze tanto da trasformasi in alienazione e desiderio di autodistruzione verso se stesso e verso il mondo.
Un altro concetto di Rogers è il Sé Reale ( ciò che sono e che so fare) e il Sé Ideale ( Quello che vorrei poter fare, essere, come vorrei costruire me stesso). Non sempre c’è congruenza tra Sé Reale e Sé Ideale, Si può essere davvero convinti di essere in un certo modo (L’Uno di Pirandello!) ma avere altre mille sfaccettature differenti e contrastanti ( Centomila di Pirandello!) tanto da arrivare a vere e proprie patologie psichiatriche (Nessuno di Pirandello!),psicosi trattabili da psichiatri esperti. 
Noi assumiamo diversi ruoli sociali tanti quanti la nostra società e il nostro gruppo sociale d'appartenenza ci chiedono (Figlia/o, Madre/Padre, Nonna/o, amica/o, professionista ecc ecc…) ma nel viverli a volte ci sfugge chi siamo davvero: in molti esagerano nella considerazione positiva di se stessi, altri invece privi di autostima non riescono nemmeno a capire chi siano in realtà.
Rogers asserisce che difficilmente c’è congruenza tra Sé Reale e Ideale, perché nessuno può davvero fare uno scatto fotografico dell’altro e tantomeno avere una percezione completa di come la società considera e valuta il prossimo.
È per questo che il ruolo dei genitori e degli educatori è fondamentale nell’educazione del bambino, gestire l’Incongruenza è di vitale importanza affinché il bambino cresca sicuro di sé e certo della sua autostima. Altrimenti incapperemo, lungo il percorso dell’esistenza, in individui che recitano di essere chi credono di essere oppure interpretano le maschere o le etichette che la società costringe loro di indossare!

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