lunedì 30 aprile 2012

Intervista ad Elisabeth Gravestone alias Alessandra Paoloni

Ho conosciuto Alessandra Paoloni tramite facebook. Devo essere onesta, mi ha molto incuriosito l'idea della "rivisitazione" del suo romanzo "La Stirpe di Argortos", copertina, editing, persino il nome ... solo la segnalazione dell'uscita del romanzo, per Edizione R.E.I mi sembrava riduttivo, così le ho proposto un'intervista a cui ha risposto con molta sincerità ...
Secondo me quest'autrice merita di essere tenuta d'occhio ...







Titolo: La Stirpe di Agortos (Prima generazione)
Autrice: Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni)
Editore: Edizioni REI
Genere: Fantasy
Data d'uscita: aprile 2012
Prezzo: 16,00 (cartaceo) – € 5,00 (e-book)
Pagine: 194
ISBN: 9788897362753


Trama:

Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.

Biografia dell'autrice:

Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo, cui seguono “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Attualmente collabora come scrittrice per una nota rivista femminile e per alcuni periodici indipendenti. Si ripresenta al pubblico con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniati sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.

Estratto dal libro:


“.. strinsi un patto con la Natura pregando gli Dei che venisse accettato. Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.
Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo, firmai quel giuramento col mio sangue.
La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via. Non temeranno di seguirli, e semmai esitassero nel farlo la Natura manderà loro dei messaggeri che li aiuteranno a ritrovare la strada.
Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.”

                                                 


Intervista all'autrice :

Ciao Elisabeth, felice di ospitarti su “Libero arbitrio blog”. I lettori del blog sono curiosi di scoprire chi si cela dietro la scrittrice e soprattutto quanto sia importante per te la scrittura.
Iniziamo questo viaggio per conoscerci meglio:

La tua nuova pubblicazione “La stirpe di Agortos – Prima generazione” uscirà a breve con lo pseudonimo di Elisabeth Gravestone, una scelta audace la tua dopo aver già pubblicato altri romanzi fantasy e una raccolta di poesia con il tuo vero nome, come mai questa scelta? E’ un modo per distanziarti dal lavoro precedente o semplicemente  il nome italiano non paga? Un nome straniero ha un impatto più decisivo sui lettori e sugli editori?

Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per questa intervista e per avermi ospitata nel tuo blog. E devo darti ragione: scegliere di pubblicare cambiando nome e “personalità” è stata una decisione audace per me che non tutti all'inizio comprenderanno, resa però necessaria. La Stirpe di Agortos è in realtà una ripubblicazione di un libro andato in stampa qualche anno fa. Dopo un periodo di stallo durante il quale non ho dato alla luce più alcuna opera, non molto soddisfatta di come andavano le cose, ho deciso di rivalutare la saga fantasy della Stirpe mescolando però le carte in tavola. Di comune accordo col mio attuale editore, e visto che il libro in realtà non è un inedito, ho deciso di cambiare le cose in maniera quasi radicale: nuovo editore, nuova copertina (e a questo proposito ringrazio la mia amica Elisabetta Baldan per il suo lavoro), nuova edizione riveduta e quindi nuovo nome. Il nome Elisabeth Gravestone, ci tengo a precisare, non è per questo un vezzo o motivo di presunzione per me. Elisabeth è in realtà l'eroina di una mia Fan Fiction pubblicata per un sito internet di un noto telefilm. Non mi è dispiaciuto prendere la sua identità, perché lei resta comunque una mia creazione e molti tratti caratteriali del personaggio somigliano ai miei. Elisabeth Gravestone era già il mio alter ego molto prima che ne assumessi ufficialmente il nome. Però non credo che questo possa aumentare le vendite, anzi. Il lettore può incuriosirsi, questo è vero; ma un lettore attento non cade in questo tipo di tranello e più che la copertina e il nome valuta la trama e la qualità dello scritto.

Hai esordito con una raccolta poetica. Una netta differenza con il romanzo fantasy. Ci racconti che rapporto hai con la poesia, se negli anni è cambiato e come sei passata dalla poesia alla prosa?

In realtà ho iniziato a scrivere per prima la prosa per approdare poi alla poesia intorno ai vent'anni. Aver esordito con un libro di poesia è uno di quei casi della vita che non riesci a spiegarti. Devo però specificare che i Monologhi si avvicinano molto allo stile della prosa, perché si leggono come se fossero un romanzo in versi. La poesia ti permette di comporre qualcosa di istantaneo, un pensiero o un'emozione che riesci a esternare e a trasmettere attraverso un breve componimento. Non ha nulla a che vedere col lavoro di taglio e cucito e revisione della prosa. Purtroppo oggi scrivo meno poesie di un tempo ma non è escluso che io torni a valutare i miei componimenti in versi scritti tempo fa. Sarebbe bello riprendere quelle poesie, allora scritte con un linguaggio più ermetico perché precedenti ai Monologhi, e dare loro la possibilità di essere lette.


La stirpe di Argotos uscirà per Edizione R.E.I., il formato e- book è già disponibile per i lettori più tecnologici, mentre il cartaceo dovrà attendere un altro po’ per vedere la luce. Ci racconti com’è nata questa nuova generazione fantastica, da dove è scaturita la prima scintilla e soprattutto come sei approdata a una nuova casa editrice dopo la duplice esperienza con la 0111 Edizione?

Il cartaceo in realtà è uscito proprio in questi giorni ed è già acquistabile sul sito della casa editrice, oppure è ordinabile in libreria. La saga della Stirpe ha una genesi e uno sviluppo variegato e complesso. Sono passati degli anni oramai da quando iniziai a gettare le basi di questa saga, e la figura di Agortos è nata moltissimi anni fa anche se a quei tempi ancora non sapevo che direzione la sua storia avrebbe preso. Volevo scrivere un fantasy, uno dei miei generi preferiti, che fosse però fuori dalle righe e che nascondesse tra le sue pagine un messaggio diverso dalla classica lotta “bene contro male”. I personaggi che avevo in testa erano molti, lo erano anche le trame, e così ho preso la decisione di suddividere l'opera in più libri. La Stirpe ha visto la luce per la prima volta con la 0111 Edizioni, e per questo motivo alcuni lettori già la conoscono. Sono stata bene con la precedente casa editrice, non mi pento affatto di averla scelta. Ma come dicevo prima avevo il bisogno di dare un taglio col passato dopo la lunga pausa dalla scrittura che mi sono presa, e il titolare della Edizioni Rei non ha storto il naso di fronte alla mia proposta di dare un nuovo lustro alla saga, anzi. Ha creduto in me, in Agortos e nei suoi discendenti.

Che lettrice sei? Come è nato in te l’amore per la lettura? Qual è il primo libro che ha colpito il cuore e la fantasia di Alessandra – bambina?

Da bambina adoravo “Pollyanna” e “Alice nel paese delle meraviglie.” Erano in assoluto i miei libri preferiti. Ho scoperto soprattutto con loro che leggere mi permetteva di evadere dalla realtà e che mi conduceva in mondi sempre diversi. Leggere era un gioco e mi divertivo a “rubare” i personaggi degli altri libri per scrivere storie inventate da me. Poi ricordo che una mia amica, potevamo avere si e no dieci o undici anni, molto ingenuamente mi disse “ma perché non inventi storie tue?”. Da lì ho preso a creare personaggi e vicende del tutto personali. E non mi sono più fermata. Col tempo ho preso a leggere di tutto, dai classici agli autori più moderni. Ammetto però di preferire la letteratura straniera in modo particolare quella inglese e americana. Non fate mai passare un giorno senza leggere almeno le pagine di un libro mi raccomando, che siate scrittori o no.

Chi ama leggere si affeziona a personaggi e autori con un amore viscerale che a volte fa persino male. Chiudere le pagine di un libro che ci ha fatto palpitare il cuore è un po’ come abbandonare un amico. A te è mai capitato di rimanere con il fiato sospeso a causa di un romanzo – racconto – fiaba? E se sì quale? L’autore che più ti emoziona e in cui ti riconosci come stile o come desiderio di avvicinarsi alla sua scrittura, chi è? C’è un personaggio  della finzione letteraria che vorresti trasformare in un vero essere umano?

Quando ho finito di leggere Cime tempestose mi sono detta “questo è il romanzo che io avrei voluto scrivere”. Ho amato il romanzo della Bronte fin dalla prima pagina e se adoro, genere fantasy a parte, una scrittura nella quale risuona un eco più “goticheggiante” è tutto merito suo. E vorrei almeno una volta nella vita poter parlare con Heathciff non tanto per discutere con lui delle sue vicende, quanto per capire chi fosse in realtà e quali sono le sue origini non specificate nel romanzo. Scriverei una sua autobiografia se solo lui potesse uscire dalle pagine e trasformarsi in vero essere umano.

Come si evince dalle domande precedenti la tua passione è il fantasy. Il tuo è un fantasy puro o è contaminato da altri elementi?

Il mio è un fantasy dove non appaiono stregoni cattivi, formule magiche, elfi o fate e tutti quegli elementi che potrebbero caratterizzare un fantasy puro. L'elemento fantastico è la Natura stessa che si manifesta ai protagonisti come “magica” e “pensante”. E' un fantasy quindi contaminato da elementi “reali” come il rapporto padre- figlio o uomo- natura. Per questo preferisco sempre avvertire il lettore ed esortarlo a dimenticare per un momento la classica definizione del genere fantastico.

Hai in progetto di scrivere un romanzo che sia di genere differente o hai intenzione di perseguire lungo questa strada?

Credo che uno scrittore debba cimentarsi un po' in tutti i generi letterari, sperimentare diversi tipi di scrittura. Ho in cantiere più di un progetto di genere urban fantasy, uno in special modo sulla scia di “Cime tempestose”. L'elemento gotico a me tanto caro ricorre spesso nelle mie opere, lo si può ritrovare anche in alcuni versi dei Monologhi.

Riuscire a ritagliarsi una piccola fetta di lettori non è molto facile, approdare alle major poi non è da tutti, per vari motivi, alcuni fortuiti, altri meno. Credi che in questo mestiere conti molto “Il nome” e “la fortuna” o è un fatto di gavetta e di aver pazienza? Temi di rimanere emergente per troppo tempo e che questo stato di cose potrebbe sminuire il tuo amore per la scrittura?

Indubbiamente la fortuna ha i suoi meriti. Più di una volta ho sentito dire da scrittori emergenti come me che nel contattare determinate case editrici “hanno avuto fortuna”. I tempi e i modi insomma erano a loro favore. Ma certo non si può attendere che la sorte ci sorrida e quindi è bene trovarsi una buona casa editrice che lavora onestamente, anche se piccola, e farsi quanta più pubblicità possibile anche da soli. Il duro lavoro serve, quanto meno a non arrendersi. L'amore per la scrittura resta e resterà sempre al di là di tutto perché è nato in me senza troppa ambizione. Cercherò di fare del mio meglio, questo è scontato. Contatterò le grandi (fino ad ora ne ho contattata solo una devo essere sincera, e senza ottenere risposta..) ma per adesso almeno con la Stirpe continuo con la mia attuale casa editrice. Inutile sognare e disperarsi se le “grandi” non ci rispondono; a me interessa raggiungere i lettori e ringraziamo l'uomo per aver creato internet.

La scrittura ha un significato diverso per ogni scrittore: per alcuni ha un effetto terapeutico, per altri è solo un lavoro, per altri ancora una maledizione, una condanna, per altri ancora è “essere” e basta. Per te cos’è la scrittura? Vorresti che diventasse il tuo unico lavoro e che ti fosse concesso di dedicarti solo ed esclusivamente ad essa?

Assolutamente sì. Vorrei che diventasse un lavoro perché così avrei tempo solo per Lei. All'inizio la scrittura anche per me aveva effetto terapeutico. Quando ero giù di morale o avevo qualche problema prendevo carta e penna e mi rifugiavo nel mio mondo. Ora è diverso. Pubblicare rende le cose diverse. E' condividere qualcosa di proprio, di intimo, con gli altri. E' mettersi sempre in gioco. C'è molta paura in questo, ecco forse perché alcuni la considerano una maledizione. In realtà non c'è niente di più bello che poter condividere le proprie sensazioni con gli altri, anche perché ciascun lettore prenderà qualcosa di uno scritto e lo farà proprio in base ai suoi stati d'animo. E regalare idee situazioni ed emozioni è quello che vorrei fare nella vita. C'è una ragazza che di “Un solo destino” mi ha detto “ero in ospedale e leggere il tuo libro mi è stato d'aiuto perché mi ha tenuto compagnia”. Lì ho capito veramente cos'era la scrittura per me. E' un dono da donare altri.


Quali sono i progetti per il futuro, le speranze e le aspettative legate sia alla nuova uscita letterario e sia al tuo futuro da scrittrice?

Ho fatto l'errore con le precedenti pubblicazioni, e non mi vergogno a dirlo perché non c'è nulla di male, a non credere abbastanza in ciò che facevo e in me stessa. Per ora l'unica aspettativa che ho è quella di non commettere lo stesso sbaglio. Ora che ho conquistato finalmente la mia identità (e non parlo del nome che compare sulla copertina della Stirpe ma del mio voler essere scrittrice) farò il possibile per portare avanti questo mio sogno. Ho moltissime idee, un paio di romanzi in cantiere, uno completo e inviato già a diverse case editrici; la mia pausa dalla scrittura è ufficialmente finita.

Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande e di aver dato ai visitatori di “Libero arbitrio blog” la possibilità di conoscerti meglio. Lascia i tuoi contatti così ogni tanto faremo una capatina “dalle tue parti” …

Grazie a te! E' sempre un piacere per uno scrittore poco noto avere la possibilità di poter parlare della sua esperienza.
Potete trovarmi nel mio blog qui

Vi lascio inoltre il link dove poter scaricare a un prezzo davvero irrisorio (o anche solo leggere le prime pagine) i Monologhi più volte citati in questa intervista: qui



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