martedì 3 gennaio 2012

Tacchi o no viva le mamme!!!



Tacchi o no viva le mamme!!!
Vygotskiy,   Piaget e Freud dapprima si sono rivoltati nella tomba successivamente hanno contattato Melissa Gordon ( non ditemi che non la conoscete!!!) e le hanno ordinato di cercare, trovare Luana Troncanetti di infilarle un paio di tacchi dodici e di costringerla a fare la maratona di New York … di corsa … tutto questo per punirla avendo osato scrivere nel suo “Le mamme non mettono mai i tacchi” che i bambini nascono con un carattere, buttando nella spazzatura anni e anni di ricerche accurate, con tanto di sperimentazione … lo sanno tutti che i bambini nascono con un temperamento … ma la scrittrice per caso, mamma di Super Boy ribalta le regole della psicologia e dice tutto proprio tutto quello che le mamme non dicono e per far capire che sta facendo sul serio lo mette per iscritto.

“Le mamme non mettono mai i tacchi” non è un romanzo, non è un decalogo, non è neanche la lista della spesa è più che altro “un saggio mammesco”  dove la Troncanetti non da consigli ma racconta buona parte della sua vita di mamma farcendo il tutto con pagine esilaranti della sua adolescenza e del suo essere donna. Ricco di particolari, accurato, la Troncanetti stupisce con una costellazione di temi trattati con interesse e mai superficialmente.   La sua ironia rende ancora più fluida la scrittura, quasi liquida che scivola leggera  e senza troppi intoppi. 

L’autrice si tiene fuori dai luoghi comuni, non le interessa colpire per l’affinità psicologica di tanti trattati che occupano i comodini delle future mamme, lei tocca la praticità di questa condizione e ne delinea  pregi e difetti come solo una mamma può fare. La mamma perfetta non è altro che un’utopia creata ad arte da agenzie pubblicitarie per rendere la vita più difficile a donne che sempre più impegnate si dividono tra il mestiere di essere mamme e gli altri mille che il più delle volte svolgono.

Naturalmente il titolo non è un assioma, la praticità che colpisce le donne nel momento in cui diventano mamme  è per lo più omogeneo e in vari campi, tutto per  ritagliarsi piccoli sprazzi di tempo, per poter correre dietro al pargolo senza rompersi l’osso del collo, per praticità, per pura e semplice comodità ma per esperienza personale posso dire che non tutte le mamme abbandonano i tacchi anche se la progenie ha sangue di tarantola e di scorpione e si attacca al lampadario ogni cinque minuti.  Ogni donna decide come suicidarsi e molte lo fanno correndo dietro ai figli con tacco dodici … naturalmente ai piedi … non tra le mani!!!

Tacchi o no viva le mamme!!!
Luana Troncanetti non è solo una scrittrice,sarebbe riduttivo definirla tale. È un’attenta osservatrice non solo dell’animo umano ma della società. È  una comunicatrice che attraverso l’occhio vigile dell’ironia cerne la quotidianità privandola della noia e della superficialità rendendo tutto più luccicante e comico.
Devo dire che tra tutti i capitoli letti del libro il mio preferito è l’ultimo, dove persino la Troncanetti si fa coinvolgere dalla serietà dei sentimenti e come nelle più belle lettere d’amore parla del suo Alessandro  e del suo essere mamma al di là dei sacrifici e della stanchezza fisica e, sono convinta che ogni mamma leggendolo non ha potuto che essere grata alla Vita per aver ricevuto un dono così grande ricordando che purtroppo a molte donne una gioia così immensa non è concessa …
E come dice Luana Troncanetti “ BUONA CORSA A TUTTE …” e io aggiungo “CON O SENZA TACCHI”.
                                              
                                                                                                                                                                           

 
Scritto da caterinaarmenta alle ore 16:47 del giorno: venerdì, 24 dicembre 2010

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