martedì 3 gennaio 2012

Super recensioni per LIBERO ARBITRIO



 

NUOVE RECENSIONI PER LIBERO ARBITRIO. VI CONSIGLIO DI LEGGERLE. VI HO LASCIATO, COME AL SOLITO, I LINK DI RIFERIMENTO :))))))))))))




MARTEDÌ 10 MAGGIO 2011

Recensione: LIBERO ARBITRIO di Caterina Armentano

 
In un paesino della Calabria, un luogo non ben definito, dove lo spazio simbolico prevale su quello reale, inizia l'intreccio delle vite di alcune donne che vivono nello stesso condominio. Loro si aiutano, si odiano, si invidiano, fanno comunella tra loro. Ogni donna ha una caratteristica ben specifica: Miriam desidera partecipare ad "Amici" nonostante abbia superato l'età e digiuna se Gigi d'Alessio tradisce la moglie. Gianna abortisce di nascosto dal marito perché non desidera più avere figli. Cosima è convinta di meritare un marito dittatore e crudele e non si rende conto che sua figlia, adolescente, ha una vita sessuale attiva e usa spesso la pillola del giorno dopo. Raffaella vive sempre storie sbagliate perché desidera al più presto sposarsi. Marianna non accetta le convenzioni di una società che la vorrebbe sposata e accasata con un ragazzo che lei non ama. Questi frammenti di vita sono il contorno della vera storia, raccontata da Rebecca, colei che porta in seno la maledizione che le fa perdere i figli prima che nascano. Rebecca narra la vicenda di Ester, la sua migliore amica, colei che vota la sua vita a un sogno che l'ha perseguitata per tutta la vita...
 
PARERE PERSONALE:
 
"Libero Arbitrio" è un romanzo corale, un romanzo che racconta le avventure e le storie di un gruppo di donne che abitano in un condominio in un paesino della Calabria attraverso gli occhi di una di esse, Rebecca.
Racconta di Ester che vuole talmente tanto disperatamente un bambino da commettere l'errore più grosso della sua vita mettendo in pericolo il suo matrimonio con Fabio, di Cosima maltrattata dal marito, di Miriam che sogna di spiccare il volo e di allontanarsi dalla sua vita che le stà a suo parere troppo stretta, di Raffaella che desidera tantissimo trovare un uomo da amare e che la ami a sua volta per costruire una famiglia e infine racconta anche di se stessa e di suo marito Alfonso, racconta dei loro tentativi sfortunatamente non andati a buon fine di avere un bambino tutto loro.
 
"Ho vissuto troppo a lungo con l'etichetta attaccata addosso della sterile, del mostro, della cieca per non capire che viviamo in un mondo in cui è difficile essere liberi, in cui il giudizio degli altri ci consuma i pensieri e le ossa e facciamo di tutto per piacere al prossimo, per omologarci, per non  essere fuori dalla mischia. Per non essere iscritti gratuitamente nella lista nera."
 
Leggendo il libro ho provato moltissime emozioni contrastanti. Ho gioito con i personaggi nei loro rari momenti di pace. Ho pianto. Ho riflettuto. In alcuni punti mi sono anche arrabbiata con loro, soprattutto quando ho visto il bigottismo delle persone che non sanno far altro che giudicare e sparlare senza conoscere realmente i fatti, convinti di sapere tutto. Mi sono infuriata anche e soprattutto con le famiglie delle donne che vengono picchiate dai loro mariti e che lo ritengono giusto perchè la donna deve ubbidire e sopportare. Deve dare un figlio al marito altrimenti viene considerata una buona a nulla, una nullità.
 
A mio parere questo è uno di quei libri che lascia il segno nei cuori dei lettori, che fa riflettere sui risultati delle proprie azioni, sulla condizione della donna e soprattutto sulle conseguenze distruttive che possono avere le dicerie su una persona che non desidera altro che essere compresa e accettata per quello che è.
 
La scrittrice è molto brava anche a rendere le atmosfere di un piccolo paesino e soprattutto l'ho trovata molto brava anche nel descrivere i sentimenti provati dai personaggi e i loro tormenti . La scrittura è veramente scorrevole tanto che una volta iniziato a leggere quasi non ci si rende conto di essere arrivati in fondo fino a che non si giunge all'indice.
 
Consigliato? Certamente si!
 
Stelline: @@@@

 






Libero arbitrio di Caterina Armentano lettura di Narda Fattori
 
 
 
 
 
 
 
 
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Caterina Armentano, Libero arbitrio, 0111 Edizioni, 2010
Il libero arbitrio a cui il titolo si riferisce è la capacità testardamente perseguita di essere se stessi, di comportarsi secondo un personale codice etico, di compiere scelte autonome quando il mondo circostante le deplora. Il libero arbitrio è quello di Rebecca che , coprotagonista del romanzo, si aliena anche le simpatie delle amiche per poter vivere la sua vita senza pedaggi da pagare ai pregiudizi e ai giudizi della gente ma anche di amici e parenti.
Il romanzo dipana la tela che lega una serie di amiche che abitano nello stesso condominio, più o meno coetanee, chi sposata e chi no, chi felice e chi disperatamente infelice.
Le donne sono legate fra di loro da una serie di attività prettamente femminee e da altre voluttuarie: incontrasi per un gelato, per un caffè, per una pausa di confidenze e pettegolezzi nell’arco della giornata. Sono donne dei nostri giorni che vivono le problematiche di tutte le donne; scopriamo en passant che le vicende si svolgono in Calabria, ma in realtà sono delocalizzate, potrebbero capitare in qualsiasi punto dell’occidente frenetico e civilizzato. Così , quasi paradigmatiche, sono le loro storie: abbiamo due amiche d’infanzia che entrambe e per casi diversi sono sterili; proprio attorno a loro ruotano le comprimarie: chi è incinta del terzo figlio e non vuole tenerlo perché da anni ridotta a servire un marito che non fa neppure il padre oltre a non manifestarle la minima attenzione; abbiamo la donna che subisce le angherie e le violenze fisiche del marito e tace e nasconde, quasi fosse lei a meritarsele, mentre le sfugge di mano l’adolescenza della figlia che procede su percorsi pericolosi; abbiamo la “zitella”, quella che non è mai riuscita a trovare il compagno giusto; abbiamo l’anziana che sa di mistero e profezia, …
Come si può capire è un inventario al femminile in cui ciascuna di noi potrebbe riconoscersi o aver conosciuto qualcuno, un calvario spesso doloroso dove la donna deve reggere pesi e dolori che sembrano predestinati.
Questo inventario ci consente di entrare, come lettore,  in relazione con questa o l’altra e quindi di seguire il percorso esistenziale di ciascuna quasi facendone parte.
Il romanzo si apre con un incipit vagamente fantasy ma in realtà le vicende si snodano sul sentiero del reale .
Le due coprotagoniste , amiche d’infanzia, soffrono per la stessa mancanza: l’impossibilità di essere madri con tutto il fardello psicologico e di emarginazione sociale che la condizione comporta.
Ma mentre Rebecca accetta questa sua ferita che nessuno potrà mai guarire, sorretta sempre da una ferrea analisi del problema e dalla complicità del marito, la seconda, Ester, non riesce ad accettare che questa sua mancanza in realtà dipenda  dall’infertilità del marito. Vuole un figlio a tutti i costi e lo avrà , ma a quale prezzo…
Pagina dopo pagina assistiamo al precipitare degli eventi verso un dramma percepito ma non individuato: in fondo al libro incontriamo la morte nella forma del suicidio.
Ma nel tessuto del romanzo si era insinuata una generazione precedente, altre storie di donne legate alle storie contemporanee, causa e prefiche delle stesse.
Da questo affresco usciamo aprendoci ad un respiro lungo e liberatorio: tanta sofferenza aveva bisogno di un luogo per coagularsi e un altro luogo per dissiparsi. Lo stile è scorrevole e piano, immediato, quasi parlato; la suddivisione in tanti piccoli capitoli consente l’intreccio e facilita il “ripescaggio “ di personaggi appena intravisti.
Ci dispiace un po’ la presenza di una specie di riassunto del futuro di ogni singolo personaggio; non serviva all’economia del romanzo né alla tenuta della sua forza espressiva, così come si ritiene superfluo un certo didascalismo che manifesta Rebecca alla fine , quasi una piccola lezione di etica e di didattica dell’esistere. Sappiamo che non ci sono certezze ferree nell’esistenza, siamo ciò che non solo noi  ma anche gli altri ci hanno voluto. Il libero arbitrio è consapevolezza di questa precarietà della condizione umana e fatica nel tenere la rotta che si è scelto.

SITO DI RIFERIMENTO:
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/05/11/libero-arbritrio-di-caterina-armentano-lettura-di-narda-fattori/#more-29628
Scritto da caterinaarmenta alle ore 15:25 del giorno: sabato, 14 maggio 2011

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