martedì 3 gennaio 2012

Seta: Alessandro Baricco.


Seta di Alessandro Baricco è un libro secco. Non sarà un aggettivo appropriato ma è quello che ho percepito appena le parole calibrate dell’autore mi sono venute incontro. Ho sempre pensato che l’essenzialità di Hemingway   fosse rara e invece ho trovato in Baricco un’essenzialità da asciugare le frasi e renderle lineari, semplici. Questo però non mi ha tolto il piacere di leggere. Le frasi mi hanno comunque condotto oltre. Mi hanno dato la possibilità di vedere, creare il mondo oltre la pagina. Baricco ha la capacità di descrivere i personaggi con un solo aggettivo, con un solo tratto distintivo e come una nenia ripete quel tratto all’infinito per riempire la mente del lettore affinché si crei l’effetto “cantilena”.
Seta è un miscuglio di poesia e prosa. Le parole sembrano essere contate e la scelta del lessico è curata. Né gli articolo e tanto meno gli aggettivi cadono per caso, le virgole dopo le “e” diventano quasi d’obbligo.
Seta è una storia d’amore lieve che accompagna con lentezza. Che ci fa scoprire un mondo: il Giappone, quasi senza svelarci nulla volutamente. Le scoperte arrivano quasi per caso a ogni pagina salta fuori un dettaglio. Baricco si ripete più volte. La descrizione del viaggio di Hervè Joncour  sembra simile in ogni capitolo ma, ogni volta viene mutato qualcosa, sottigliezze che fanno capire la distanza, la fatica, la differenza tra Stati e persone.
Hervè Joncour , mercante di seta, ogni anno raggiunge il Giappone per rifornire il suo paese, la Francia, da bachi da seta. In questo viaggio, che lo tiene lontano da casa e da sua moglie, conosce una donna-ragazzina che lo affascina con lo sguardo e con i suoi modi da geisha . Un amore idilliaco che lo spinge più e più volte a tornare in Giappone.
E’ una storia d’amore che scioglie i nodi della normalità quotidiana e che incanalano un uomo verso un universo differente e affascinate. Un mondo che lo chiama a sé ma allo stesso tempo lo respinge  per usanze e ideologie differenti. Hervè è consapevole che può morire per questo amore. Lui sa' che potrà comunque tornare indietro perché troverà sempre sua moglie ad attenderlo  ma è anche certo che i suoi sentimenti di passione sono ricambiati.
Questo lo conducono a credere che la donna-bambina gli spedisca una lettera,una lettera carnale, spregiudicata, drammatica per un certo senso che lo appaga e lo tiene lontano da quest’amore platonico fino a quando avviene la rivelazione. Ciò accade sulla tomba della moglie. I veli sono tolti e la realtà diventa limpida.
A volte ci si guarda intorno per cercare il vero amore, la passione, qualcosa che possa rendere la quotidianità meno noiosa e magari il mistero si cela nella persona che abbiamo a fianco. Colei che credevano di conoscere, che pensavano all’oscuro di tutto, colei che per amore ha saputo tenere tutto in piedi sopportando il tradimento e regalando all’uomo amato l’ultimo amore possibile della sua vita.
Seta è un libro che ci regala le diverse prospettive della vita e dell’amore. Anche se all’inizio la visuale appartiene solo a Hervè successivamente il punto focale si amplia e la realtà appare nella sua unicità e nella sua splendida salvezza.
Scritto da caterinaarmenta alle ore 15:49 del giorno: sabato, 07 febbraio 2009

Nessun commento:

Posta un commento