martedì 3 gennaio 2012

Oceano Mare Alessandro Baricco




Titolo
Oceano mare
Autore
Prezzo
€ 12,50
Dati
1993, 240 p.
Editore
Oceano mare è prosa e poesia insieme. Come in tutti i romanzi di Baricco lo stile scelto è inusuale. Ripetizioni e parole forti in contrasto con altre più arcaiche e fiabesche.
Il luogo dove si svolge il romanzo è la Locanda Almayer, un “non luogo” che vede consumarsi storie e personaggi che  grazie al mare ritrovano  se stessi e fanno i conti con il passato. Personaggi per nulla comuni, che non consentono una facile immedesimazione e proprio per questo motivo ancora più affascinanti e più interessanti. 
La giovane Elisewin vive guidata dalla paura, Il professore Battleboomvive in attesa di un grande amore che non arriverà mai, trascorrendo i suoi giorni a studiare i limiti del mondo e scrivendo lettere d’amore a una ipotetica fidanzata, Plasson che cerca gli occhi del mare e dipinge tele bianche, Madame Deverià esiliata nella locanda  perché adultera, Adamun uomo che legge nell’anima, Savignì perseguitato dai fantasmi del passato, Dira, la locandiera, ha solo 10 anni ma  possiede qualcosa di magico e di indefinito nello sguardo con cui vede più di quello che guarda.
Il romanzo è diviso in tre libri. Il primo è un'anticipazione. Una raffigurazione, una presentazione del mare che lascia incantati, ricorda in alcuni punti il fluire delle “Onde” della Woolf.
Il terzo libro da' un senso ai due precedenti. In alcune parti risulta persino banale e si perde l’armonia, la musicalità che c’è negli altri due libri.
Il secondo libro è un romanzo a sé. Non si può rimanere indifferenti al “Il ventre del mare” dove si narra la vicenda di Adam e si scopre una storia atroce di sopravvivenza e cannibalismo.
È una continua cantilena questa seconda parte del romanzo. Si scopre la potenza del mare, la parte più buia, più profonda, minacciosa, una similitudine con la vita dell’uomo. Solo leggendolo si può scoprire la brutalità dell’uomo, lo scempio e l’orrore di trovarsi in balia della natura e della propria voglia, crudele, di farcela a discapito degli altri.



“ La prima cosa è il mio nome, la seconda quegli occhi, la terza un pensiero, la quarta la notte che viene, la quinta quei corpi straziati, la sesta è fame, la settima orrore, l'ottava i fantasmi della follia, la nona è la carne e la decima è un uomo che mi guarda e non uccide. L'ultima è una vela. Bianca. All'orizzonte.” 
Per giunta il secondo libro non è altro che una rivisitazione  del naufragio della fregata francese Mèduse, naufragata nel 1816. A seguito del naufragio 139 passeggeri tentarono  di salvarsi a bordo di una zattera, su cui accaddero le ignominie più atroce, ultima tra tutte il cannibalismo.

Il libro finisce com’è iniziato: in modo fiabesco lasciando però, non solo la scintilla del surreale e del suggestivo ma, la consapevolezza che la potenza del mare e il suo fluire può guarire, uccidere, cambiarci e distruggere.




Scritto da caterinaarmenta alle ore 21:18 del giorno: sabato, 02 maggio 2009

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