martedì 3 gennaio 2012

L'unicorno: la bestia magica


L’unicorno o liocorno è un animale fantastico che per secoli infervorò i cuori degli avventurieri disposti a tutto pur di riuscire a impossessarsi dell’unico corno (alicorno) che spinge dalla fronte della bestia.
Molte sono le descrizioni che l’hanno caratterizzato nei secoli ma la più diffusa lo vuole bianco con un unico lungo corno, avvolto a torciglione sulla fronte. Spesso gli si attribuiva una barbetta caprina e una coda da leone.  
Il mito dell’unicorno influenzò profondamente il Medioevo, attinsero a tale credenza romanzieri e pittori, scultori e musicisti. Descritto come simbolo di purezza e di coraggio, l’animale magico, divenne un’icona sacra, la ricerca spasmodica dell’irraggiungibile e dell’inverosimile.  
Nella tradizione di allora all’alicorno gli veniva attribuito la capacità di neutralizzare i veleni. Secondo Ctesia in India i governanti si facevano costruire coppe con tale materiale per annullare l’effetto dei veleni. Persino durante la Rivoluzione Francese si credeva all’esistenza dell’unicorno. I reali usavano il corno dell’animale per riconoscere il  veleno versato nelle loro pietanze.
Il concetto simbolico della purezza l’unicorno lo deve alla Cina dove viene posto tra i quattro animali benevoli: il drago, la tartaruga e la fenice. In questa cultura la meravigliosa creatura, che non poteva essere braccata e uccisa, si mostrava agli uomini solo nei giorni in cui nascevano sovrani perfetti e giusti.
L’unicorno fu anche associato a un simbologia negativa che lo descriveva come portatore di morte.
Nel tardo medioevo in un testo monacale : Ancrene Riwle, del dodicesimo secolo, definiva l’unicorno come sinonimo di rabbia.
Con l’avvento della moderna scienza naturalistica l’unicorno  venne eliminato dai Bestiari  per entrare nelle prime opere di sistematica naturalistica. Comunque l’impossibilità di trovare esemplari o reperti che conducessero a una reale esistenza di questa creatura la escluse definitivamente dalla lista degli animali esistenti.
Il mito dell’unicorno abbagliò persino Marco Polo che non seppe distinguerlo dal rinoceronte rimanendo alquanto deluso da una realtà meno gradevole delle leggende a cui aveva dato adito.
L’alicorno, bramato da molti, viene associato, nella simbologia cristiana, come la  penetrazione del Divino nella Vergine. L’unicorno viene definito come il simbolo dell’avvento del Messia.
Al Concilio di Trento, tenutosi nel sedicesimo secolo, proibirono di associare l’unicorno al Cristo in quanto Leonardo Da Vinci nel suo Bestiario l’aveva definito simbolicamente lussurioso.  
Naturalmente le diverse interpretazioni non hanno fatto altro che rendere l’unicorno una creatura ancora più mitica e irraggiungibile , un’impresa, la sua cattura, da compiere per ottenere favori e privilegi ma soprattutto per realizzare l’impossibile.
L’unicorno, libero, puro e ribelle, poteva essere ammansito solo da una fanciulla innocente  che, seduta nel folto del bosco, attendeva l’arrivo della bestia che docile e inoffensiva piegava il capo sul suo grembo. Questo era l’unico modo che i cacciatori avevano per catturare la splendida creatura.
                   
Scritto da caterinaarmenta alle ore 10:45 del giorno: martedì, 13 gennaio 2009

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