martedì 3 gennaio 2012

Lo strano caso di Benjamin Button


Anche se in ritardo finalmente sono riuscita a gustarmi il film: “Lo strano caso di Benjamin Button” che vede protagonisti Brad Pitt e Cate Blanchett ( Galadriel in “Il Signore degli anelli” e la cattiva in Indiana Jones).
La storia è tratta da una  novella dello scrittore maledetto  Francis Scott Fitzgerald ma chi crede che l’opera cartacea abbia qualcosa da spartire con  la proiezione si sbaglia.
Si denota già dall’attacco cinematografico dove la scintilla della stranezza, della magia nasce grazie a un orologio che va all’indietro, al contrario. Un orologio costruito da un padre disperato per la morte del figlio.
Benjamin nasce la notte della fine della prima guerra mondiale e sembra quasi che quella sia una notte buona per venire al mondo ma se si pensa che lui rimane orfano di madre appena viene alla luce, questa presunta fortuna affievolisce per scomparire del tutto nel momento in cui il padre lo abbandona sulle scale di un ospizio.
Benjamin è un bambino diverso dagli altri: lui è nato vecchio. Raggrinzito, affetto da osteoporosi e calvo. Uno scherzo della natura che fa tenerezza a chi gestisce l’ospizio, una donna corpulenta e negra, con le “interiora attorcigliate” impossibilitata ad  avere figli. Lei lo accetta da subito, lo considera un miracolo,“forse non quello che desiderava l’umanità, ma pur sempre un miracolo”dice al dottore che controlla Benjamin, diagnosticandogli  una vecchiaia che lo condurrà in breve tempo alla tomba.
Invece Benjamin ringiovanisce ogni giorno di più, protetto e curato da questa madre che lo chiama cucciolo e nel cuore della notte lo tiene a fianco del suo letto  stringendogli  la mano raggrinzita.
Benjamin guarda il mondo da una prospettiva diversa e il suo desiderio è quello di scoprire cosa ci sia oltre le scale dell’ospizio. Ciò avviene quando il suo corpo gli consente di muoversi autonomamente e lascia la famiglia, compresa Daisy, una bambina dalla chioma fiammante innamorata di lui ormai da tempo, per  imbarcarsi con un amico.  Benjamin gira il mondo e conosce nuova gente. Conosce l’amore e il sesso e vive l’abbandono, la guerra e la morte attraverso un percorso diverso da quello conosciuto fino ad allora. I suoi amici sono sempre morti di vecchiaia ora li vede trucidati dalla guerra.
Ritorna a casa da sua madre e da una Daisy adulta e desiderabile ma il momento di amarsi è ancora lontano perché lui è troppo anziano, lei troppo giovane.
La vita li farà incontrare a metà strada e finalmente potranno godere di quel sentimento che li ha posseduti fin dal primo sguardo.
Nulla però dura per sempre soprattutto nel loro caso. Benjamin è destinato a diventare un bambino, Daisy a invecchiare.
Vivranno insieme l’ultimo percorso di vita e la tenerezza, il dolore, l’angoscia vi attanaglieranno. C’è una storia in questa storia. È una raccolta di particolari, di passioni, di diversità. Non è solo un inno al diverso, ma è anche e soprattutto un riconoscimento alle passioni, ai desideri. È la ricerca di nuove prospettive, del riconoscere il punto di vista altrui. Ci sono delle scene commoventi e dei dialoghi degni di essere appuntati.
Un film che rimarrà nella storia non per gli effetti speciali ma per la capacità di smuovere gli animi.





Scritto da caterinaarmenta alle ore 11:35 del giorno: sabato, 28 marzo 2009

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