martedì 3 gennaio 2012

L'Italia in ginocchio ma non per pregare


Un boato nella  notte. Tutto si spezza e si frantuma. Si crea una voragine tra il prima e il dopo tra la strada e la propria dimora.
Tutto è andato perduto. Gli anni di sacrifici, i regali degli amici, l'albero di Natale, l'anello della nonna...ma che importa si è salvata la pelle, stretta addosso con la forza che viene dalla voglia di farcela, di sopravvivere...ma basterà davvero dopo aver visto il proprio figlio morire? La propria casa crollare? Dopo anni di lotte e sofferenze e l'illusione di poter poggiare la testa sul cuscino convinti che si può finalmente dormire tranquilli... si può davvero dormire tranquilli?
L'Italia è inginocchio. Sopraffatta, torturata, saccheggiata dagli sciacalli.
L'Italia è ferita, tradita, martoriata e chi ha patito questo lutto non sarà mai più la stessa persona, lo stesso popolo.
L'Italia si raccoglie, si espande, confluisce e non ha il timore di convergere verso la bocca del mostro...no...la gente non teme di morire quando parte per andare a dare una mano a un fratello.
Macerie, corpi senza vita.
La polvere sarà spostata dal vento e le macerie tolte ma la frattura, la falla, i metri di terra che hanno converso verso l'alto non saranno dimenticati perchè hanno lasciato una sola firma: la croce del lutto.
Sono al sicuro nella mia casa. L'anello di mia nonna è blindato. L'albero di Natale nel ripostiglio, il computer sempre a portata di mano...la pelle si è un po' staccata...perchè anche se qui il suolo non trema lo fa il cuore...un cuore che temerebbe di ricominciare da zero senza le persone amate.
Scritto da caterinaarmenta alle ore 20:17 del giorno: martedì, 07 aprile 2009

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