martedì 3 gennaio 2012

La ragazza Drago . L’eredità di Thuban


La ragazza Drago . L’eredità di Thuban  è un romanzo che lascia con l’amaro in bocca e un senso di impotenza alla bocca della stomaco. Per chi ha amato “Le cronache del mondo Emerso” rimarrà deluso da questa storia ambigua che si alterna tra periodi ben scritti e altri che superano l’inverosimile, diventando addirittura grottesco e imbarazzante.
Desidero premettere: l’idea è buona. La lotta tra viverne e draghi è geniale.L’idea di utilizzare l’Albero  del Mondo come mezzo di  salvezza mi è molto piaciuta.
La storia narra la vicenda di un’orfanella, Sofia, convinta che nessuno l’adotterà più. Invece, un giorno, si presenta al cancello dell’istituto dove lei vive, uno strano individuo: un professore tedesco che l’adotta e la conduce in una villa circondata da vegetazione, lontana dalla vita caotica di Roma.
All’inizio Sofia è talmente felice da questa novità che non si rende conto delle piccole sottigliezze che la circondano ma, quando accadono cose assurde e inimmaginabili, per un mondo reale, Sofia capisce che il professore non l’ha adottata per amore ma perché in lei si cela un grande mistero.
All’orfanella viene affiancata, per sconfiggere il male, un’altra bambina: Lidia. Il nemico porta il nome di Nidhoggr, i cui seguaci faranno di tutto per appropriarsi della Gemma, l’unico frutto dell’Albero del Mondo che è rimasto immutato e che custodisce ancora gli antichi poteri .
Il compito delle due bambine è proprio cercare altri frutti per riportare l’Albero agli antichi splendori. Ma non è così facile visto che per riuscire a scovarne uno per poco non muoiono.
La storia mi sembra un mix di Dragonball. La ricerca dei frutti non è molto lontana dalla ricerche delle sfere. Di Sailor Moon. Anche le eroine della serie, custodivano il potere di un albero magico nel regno di Selen.  La lotta con il nemico ha qualcosa che ricorda “I cavalieri dello zodiaco”.
La protagonista è eccessivamente insicura e commette in continuazione gli stessi errori. In 343 pagine non accadono cose di straordinaria importanza. Il contrasto tra il mondo fantasy e quello reale è eccessivamente evidente. Il fatto di aver scelto come dimora per Sofia un luogo lontano da Roma - città rende l’incontro con la realtà uno squarcio temporale che lascia leggermente sbigottiti.L’autore viene meno alle regole della realtà alternativa che ha creato in buona parte del romanzo.
Le ali che spiccano sulle spalle delle bambine storpia come scelta. Le due imparono a volare in un batter d’occhio nonostante le ali siano ancora impalpabili ed eteree. La Gemma che Sofia ha in fronte ( è il simbolo del suo potere) ha la capacità di illuminare uno spazio di due metri!
Dopo una lotta estenuante Sofia è capace di prendere Lidia in braccio, di sfondare una vetrata e di spiccare il volo. (Aveva appena imparato a volare).Capisco che è un libro fantasy ma questo non significa che la Troisi è immune da alcune regole di logica e di buon senso, perché venendo meno a queste particolarità il libro diventa davvero ridicolo.
C’è un’alternanza di frasi da sottolineare, davvero intense e altre alquanto banali. Ci sono descrizioni che tolgono il fiato e altre che andrebbero eliminate perché distolgono l’attenzione dal  tema principale.
Devo dire che la parte introspettiva è curata e il rapporto tra Sofia e il professore fa tenerezza.
Secondo il mio modesto parere “La ragazza Drago” è un romanzo che avrebbe potuto dare tanto se non fosse stato scritto in fretta e furia. Sono convinta che limato in alcuni punti ed evidenziato in altri sarebbe potuto diventare un vero libro FANTASY.

Scritto da caterinaarmenta alle ore 11:52 del giorno: domenica, 01 febbraio 2009

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