martedì 3 gennaio 2012

La bella e l'addormentato nel bosco.



Rosaspina aprì gli occhi. Aveva dormito abbastanza. Si alzò dal suo giaciglio di seta e si sgranchì le gambe. Si era stancata di aspettare il principe. Aveva atteso per molti anni con la speranza che lui si decidesse a fare il coraggioso ma, visto che alla porta del castello non era ancora arrivato nessuno, sarebbe andata lei alla ricerca del fidanzato. Tutti avevano creduto realmente che lei si fosse addormentata. Per quindici anni si era sentita dire che si sarebbe punta con un fuso e che ciò l’avrebbe condotta in un mondo onirico e impalpabile e lei, invece di attendere la sventura, aveva studiato stregoneria e si era tolta da sola la maledizione senza aspettarsi miracoli da nessuno. Il guaio però fu che quando lei si punse con il fuso la famiglia reale, con il tutto il seguito cadde in catalessi e ora lei doveva in un modo o in altro sistemare le cose.
Uscita dal castello si avviò verso il bosco dove incontrò Cappuccetto Rosso che le suggerì la strada da imboccare.
-         Ho visto il principe andare verso la casetta di marzapane – le disse sottovoce per non farsi sentire dal Lupo.
Rosaspina fidandosi delle parole della graziosa bimba si inoltrò nel bosco. A qualche metro più avanti intravide, tra i numerosi rami attorcigliati,  la casetta di marzapane dove sulla soglia c’erano due bambini pronti alla fuga.
-         Voi due!
-         Dici a noi? – chiesero i bambini con le braccia cariche di tesori.
-         Dove avete preso tutti questi gioielli?
-         Abbiamo ucciso la strega e ora fuggiamo con il suo bottino.
-         Non avete mica visto il Principe Azzurro?
-         Oh! Ci dispiace ma la strega l’aveva imprigionato anni fa quando lo trovò intento a mangiucchiare la porta d’ingresso…
-         E poi?
-         La strega gli ha dato da mangiare una mela avvelenata, se vuoi ti portiamo da lui…
Rosaspina seguì Hansel e Gretel  che, lungo la strada seminavano pietre preziose per lasciare una traccia capace di riportarli indietro. Ella trovò il Principe addormentato in un’opalescente tomba di cristallo, circondato da sette nani. Era così pallido e magro che Rosaspina ebbe il timore che fosse morto.
-         È vivo e vegeto!- disse una Biancaneve infuriata – ci vuole solo un bacio per farlo svegliare. Si è preso la mia tomba e il mio cuscino  migliore. Datti da fare che io aspetto il mio di principe.
Rosaspina si avvicinò all’amato e gli schioccò un sonoro bacio sulle labbra. Lui,delicatamente, aprì gli occhi e l’incanto si spezzò anche laddove regnava il sonno.
-         Rosaspina mi hai salvato la vita! Sarei dovuto essere io l’eroe!
-         Mi ero stancata di aspettare; adesso che ne dici di dare una festa?
-         Per il nostro matrimonio?
-         Lascia stare ho fatto il mio dovere, io amo un altro…
-         E chi sarebbe? – chiese irritato il Principe Azzurro.
Brontolo prese per mano Rosaspina.
-         Ci dispiace dirtelo così…è accaduto tutto così in fretta…abbiamo deciso di adottare Cappuccetto Rosso, sai non ci piace come viene trattata dalla  madre e dalla nonna …
-         E io cosa dovrei fare?
Biancaneve saltò dal suo sgabello di pietra e disse:
-         Se mi fingo morta salvi me?
Al principe gli si illuminarono gli occhi.
-         Accipicchia se mi interessa…
E in quella foresta incantata, dove le cose non vanno come tutti se l'aspettano,  i protagonisti di questa storia, vissero felici e contenti.
Scritto da caterinaarmenta alle ore 22:29 del giorno: martedì, 24 febbraio 2009

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