martedì 3 gennaio 2012

I racconta storie



I racconta storie In questi giorni ho una fatto una capatina su internet. Una più lunga del solito, oserei dire, mi avanzava del tempo lungo il corso della giornata e mi sono messa a bighellonare senza una meta precisa. Tutti sappiamo che navigare in internet significa spostarsi da un universo all'altro senza molta difficoltà e che ritornare poi al punto di partenza sembra quasi un’impresa, perché ci si chiede come diavolo siamo stati capaci di infilarci in un argomento che non ci azzeccava per nulla con quello che stavamo cercando!

Eppure nonostante il mio giro sia stato abbastanza ampio mi sono resa conto di una cosa:ABBIAMO PERSO IL GUSTO DI RACCONTARE. Si l'abbiamo perso! Quanti di voi ora sbufferanno e diranno : “Che bella scoperta! Ma fin'ora cosa hai fatto? Hai dormito?” Avrò di certo dormito o più semplicemente mi sono nascosta in un limbo per non vedere, indaffarata com' ero a vivere la mia vita.

Ho notato, con rammarico e disappunto che tutti e sottolineo tutti desiderano diventare scrittori. Nessuno è interessato però a leggere gli scritti altrui e se non bastasse questa mania di diventare futuri Rowling o Dan Brown ha gonfiato talmente tanto il petto di molti che ormai non camminano più ma gongolano!

Grazie ad Anobii ho avuto l'opportunità di leggere molti libri di esordienti e spesso evito persino di recensirli per sottrarli a una sentenza lapidaria.
Come si può, mi chiedo prendere il proprio sogno e dargli un prezzo? Come si può fare un'insalata di parole solo ed esclusivamente per far numero? Come si può scegliere un tema solo perché va di moda?

Scrivere dovrebbe essere una parte di noi. Come camminare, respirare, esserci. Eppure allo stesso tempo è una funzione a sé stante, senza non si muore ma ci si può spegnere, si può perdere quella capacità, magica, nel guardare le cose.

Lo scrittore non è colui che pubblica tomi solo per riempire il proprio curriculum, lo scrittore è un racconta storie, un bugiardo che incanta gli altri con racconti che non stanno né in cielo e né in terra.

Oltre agli scrittori fasulli ho trovato anche i "Cavalieri Crociati" quelli che hanno come unica missione nella vita di conquistare il terreno della scrittura e abolire qualsiasi forma di mercificazione.

Se solo imparassimo a raccontare come faceva mio nonno e tanti altri uomini del passato. Mio nonno cercava anche l'atmosfera giusta, il luogo e la tonalità di voce. Non andava dietro a fantomatiche mode, lui si che sapeva come sbarrare gli occhi quando il fantasma scompariva al crocevia dinanzi a un povero tizio ignaro di essere in compagnia di uno spirito!

Mio nonno non voleva diventare scrittore o cantastorie, lui era persino analfabeta.Eppure lui è stato più vicino ad esserlo di tanti venditori di anime che ho incontrato in giro.

Non è concesso a molti la Grazia di avere una passione. In tanti si perdono nella vita perché si annoiano, perché non sanno cosa fare e chi ha il Potere delle Parole dovrebbe avere il coraggio di dare valore a ciò che custodisce e imparare ad avere pazienza.  Non sempre il talento viene premiato ma questo non ci da il diritto di accumulare cianfrusaglie nelle librerie, nelle edicole  e su internet.
Vogliamo raccontare la nostra storia? Allora facciamolo con onore, qualunque sia la strada intrapresa!


 
Scritto da caterinaarmenta alle ore 16:11 del giorno: sabato, 19 giugno 2010

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