martedì 3 gennaio 2012

E ADESSO TOCCA A ME 2



SECONDA INTERVISTA. LEGGETELA. ANCHE SE SEMBRA UN ORDINE è UN SEMPLICE CONSIGLIO!
VI LASCIO IL LINK DI RIFERIMENTO E RINGRAZIO PUBBLICAMENTE DUSTY PAGES IN WONDERLAND PER LA PAZIENZA E L'ENTUSIASMO CHE HA SMESSO NEL RECENSIRE IL MIO AMATO ROMANZO!

Interview with... Caterina Armentano di Libero Arbitrio

 
Ho commentato qualche giorno fa Libero Arbitrio di Caterina Armentano, una storia molto bella e profonda che parla della vita e soprattutto della maternità di alcune donne (trovate trama e recensione qui). E' proprio a lei che è dedicata questa puntata di Interview with... Spero che vi interesserà!
 
Interview with...
 
Caterina Armentano
 
Malitia: Ciao Caterina e benvenuta sul mio blog!
 
CaterinaGrazie a te per avermi invitata e per aver letto il mio romanzo in così breve tempo ... dalla recensione ho evinto che ti ha tenuta sveglia ...
 
MAssolutamente sì, come ho spiegato è un libro molto scorrevole e interessante. Cominciamo però dall'inizio: puoi presentarti ai nostri lettori?
 
CCerto. Mi chiamo Caterina Armentano ho 30 anni, un marito, una bimba e sono una studentessa. Ho alle spalle due pubblicazioni, una raccolta di poesie e una di racconti. "Libero arbitrio" è il mio primo romanzo.
 
MIl tuo romanzo ha un titolo originale, puoi spiegarcelo?
 
CCercherò di essere sintetica e concisa. Il Libero Arbitrio è la libertà di scelta che ogni essere umano dovrebbe avere dalla nascita. L'uomo nasce libero di scegliere chi essere e cosa fare della propria vita. Purtroppo non sempre è così.  I condizionamenti sociali, le scelte di chi ci vive accanto e spesso anche la paura di scegliere non sempre ci rendono  uomini liberi, come dovrebbe essere. Per questo ho intitolato il mio romanzo "Libero arbitrio" per cercare di porre un interrogativo: ma alla fine siamo davvero noi a scegliere? E quando mi pongo questa domanda non mi riferisco solo a un' influenza derivante dalla fede ma soprattutto dal nucleo sociale  in cui cresciamo.
 
MCome avrai infatti notato dalla mia recensione, leggendo Libero arbitrio mi sono chiesta quale ruolo assumesse la fede e quanto ti abbia influenzata. Puoi chiarirmi questi due punti?
 
C:La fede è un punto fondamentale del romanzo per creare, insieme ai condizionamenti sociali, il nodo che tiene salda Rebecca alle sue certezze. Altrimenti lei si sarebbe sentita persa, senza possibilità di riscatto, il suo dolore non avrebbe avuto senso. Più che influenzata mi è stata necessaria per definire il carattere di alcuni personaggi. Fabio, ad esempio,  crede in Padre Pio, la sua fede inizia e finisce lì, nonostante questa sua vocazione è un uomo profondamente vendicativo... 
 
M:  E per te nella vita quanto conta la fede?
 
CLa fede è importante, forse non proprio in modo tradizionale ma mi aiuta soprattutto a superare il dolore di aver perso delle persone care, dà un senso alla sofferenza, una continuità all'esistere, nulla risulta vano se si crede che ci sia un dopo.
 
MQuanto di te c'è in Rebecca?
 
CCon Rebecca condivido un'esperienza di vita e le borse giganti in cui porto di tutto. Per il resto siamo molto lontane sia come personalità che come scelte in quanto condivido poco il suo assolutissimo. Come si può dire no in modo perentorio consapevoli che crescendo si può cambiare e la vita ci porterà certamente lungo altre strade?
 
MNel tuo libro possiamo vedere che tutte le donne sono accomunate da un filo comune, la maternità: perché nessuna di esse riesce a discostarsi da questo pensiero fisso? la donna è davvero così "succube" del proprio ruolo naturale?
 
CQuando si è madre, si è anche donna, amica, lavoratrice, figlia e quant'altro ma si è soprattutto madre. La vita della donna è condizionata da ciò e se non ha un aiuto, un sostegno molte scelte di rinunce dipendono da questo stato-essere.
Nel mio romanzo le donne sono quasi tutte madri e ognuna di loro vive questo stato a proprio modo, Gianna, ad esempio si lamenta sempre ma è una madre amorevole, Cosima anche se sottomessa al marito cerca sempre di istaurare un rapporto con la figlia maggiore, forse non usa il registro linguistico adatto all'età della figlia, ma ci prova con tutta se stessa : inseguendola, dandole quello che materialmente considera giusto. Una volta madre non ci si può discostare da ciò, almeno io non ci riesco. Vivo tutte le sfaccettature di me stessa ma essere madre è come essere donna ... fino a che punto ci si può camuffare?
 
M: Ma non è un modo unilaterale di vedere la donna, secondo te? (Io non sono madre, quindi ovviamente non posso capire fino in fondo, però sono molto curiosa di conoscere il tuo pensiero)
 
C: Se essere madre diventa un'ossessione certo! Se in ogni discorso cerchiamo di portare l'argomento solo ed esclusivamente sui figli anche quando chi ci sta di fronte è un adolescente che desidera raccontare l'esperienza sul suo  concerto preferito, diventa patologico!!!
Se utilizziamo l'essere madre come scusa per non curarci, per non uscire, per non studiare, per non essere più donna la questione diventa più delicata, una strada a senso unico dove ci si annulla esclusivamente nella maternità. Io sono convinta che si possa essere madre, moglie, amica, sorella, figlia ecc ecc ... senza per forza fingere o cercare di svolgere un ruolo meglio di un altro. Essi non si annullano a vicenda, anzi si compensano ma l'essere madre condiziona la vita della donna, su questo non ci sono dubbi perchè tra tutti i ruoli è quello più responsabile. 
 
*** ATTENZIONE, QUESTA DOMANDA CONTIENE SPOILERS. SE VUOI LEGGERE IL LIBRO E NON HAI INTENZIONE DI ROVINARTI IL FINALE, PASSA ALLA PROSSIMA DOMANDA***
 
M: Allora: La tua trama è sicuramente particolare, oserei estrema per certi contenuti, e il finale lascia a bocca aperta. Il sogno di Ester, che rappresenta il chiodo fisso della sua vita, la porterà ad una tragica fine. Come mai quel sogno tanto tormentato non le apparteneva, ma era solo il riflesso del futuro di Rebecca?
 
C: Questo è tutto il succo della storia, la parte bella, quella che preferisco. Ester ha una certezza assoluta, mette la sua vita, il vero amore in mano a un sogno che la perseguita, le si insinua nel sonno da adolescente e continua a farsi strada in lei d'adulta. Mai una volta pensa che quella bambina potrebbe essere frutto del ventre di un'altra donna, mai pensa all'adozione, niente strade alternative ma solo ed esclusivamente una: quella di diventare madre a tutti i costi. Le membrane del tempo si sono squarciate e lei ha avuto la possibilità di sbirciare nel futuro ma quel futuro non era suo, non le apparteneva e lei non se n'è resa conto perchè ha considerato il suo dolore, la sua necessità di essere madre più grande di chi le stava accanto: Rebecca. Quest'ultima desidera un figlio, desidera la maternità ma non a costo di perdere se stessa, la sua lucidità e percorre strade alternative per svolgere questo ruolo, lo fa anche con Ester, la cura, la ama, le vive accanto, l'aiuta a crescere sua figlia, le sistema il negozio. Questo non è maternità? E' forse un amore inferiore a chi partorisce un figlio?
La scelta forte e radicale di destinare a Rebecca la bambina e non a Ester è una sola: far capire che i bambini da qualsiasi parte provengono sono bambini e necessitano di cure e amore e se una donna considera la maternità biologica più grande e più importante di quella dell'adozione secondo il mio modesto parere è madre a metà. 
 
M: Parliamo di libri: quali sono i tuoi gusti letterari? Leggiamo da Libero arbitrio che zia Nina ama i classici, si parla infatti di Madame Bovary e Anna Karenina. Sono anche i tuoi libri preferiti?


CIo adoro i classici! Anna Karanina è il mio preferito in assoluto ma devo dire la verità, io sono affascinata da Dickens. Lo adoro, lo invidio, lo leggo, lo vivo, oggi volta che prendo un suo romanzo fra le mani tremo dall'emozione. Le sue storie sono carismatiche, piene di pathos, magia senza mai essere scontate.
Naturalmente non è l'unico autore che preferisco, la Woolf  e la Austen mi affascinano per l'intensità dei sentimenti e per la modalità con cui gestiscono le trame, la Allende mi piace per il realismo magico che mette in ogni storia. Mentre come autori italiani ho molto amato Calvino, mentre di quelli contemporanei direi Riccarelli e Maggiani, adoro le loro storie, il loro stile che per molti versi ha qualcosa del realismo magico che tanto apprezzo nella Allende e in  Marquez.
Sono anche una patita di fantasy. Tre nomi: Tolkien. Funke e Rowling.
 
M: E per quanto riguarda la scrittura? quando hai cominciato?
 
C: In terza elementare. La mia insegnante di allora mi prestò un libro "Piccola principessa" perchè si rese conto che avevo una fervida immaginazione. Lo lessi d'un fiato e fui affascinata dal fatto che qualcuno potesse mettere su carta tante idee tutte insieme. Avevo letto fiabe e piccoli racconti ma nulla di così impegnativo e mi ricordo che con molta modestia dissi a me stessa che se c'era riuscito l'autore di quella splendida storia perchè non avrei potuto farcela anch'io? Scrissi una fiaba, la principessa si chiamava Sally, lui non ricordo. Rilegai il tutto con ago e filo rubando la copertina di un vecchio libro di mia cugina. La fiaba era un plagio bello e buono di Biancaneve, Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco. Da lì ha avuto inizio tutto, non ho mai smesso. 
 
M: E' stato difficile essere pubblicata?
 
C: No, devo essere onesta. All'inizio ero restia alla pubblicazione di qualsiasi cosa partorita dalla mia mente. La timidezza mi ha frenato per lungo tempo. Ho conosciuto il primo editore che ha creduto in me attraverso un mio insegnate. Ho iniziato con una raccolta di poesie "Il sentiero delle parole"mi sembrava il modo più semplice per arrivare alla gente. Poi attraverso un concorso letterario sono arrivata a pubblicare una raccolta di racconti "Sotto l'albero di mimosa". Quando ho creduto che  "Libero arbitrio" fosse abbastanza maturo per essere editato l'ho inviato ad alcune case editrici. Ho ricevuto cinque risposte, quella della 0111 Edizioni mi è sembrata la più onesta, la più fattibile.
 
M: Ultima domanda: puoi dirmi tre parole con cui, in base anche alla tua esperienza di scrittrice, definiresti Libero arbitrio?
 
CAudace: perchè osa dire cose sulla maternità che molti preferirebbero evitare di dire.
 
Mistico: perchè mischia la fede e il soprannaturale senza remore e senza paure.
 
Spregiudicato: perchè dice tutto e il contrario di tutto mettendo a nudo i personaggi mostrandone la parte più umana, più fragile e più vera.
 
M: Grazie mille Caterina! E' stato un vero piacere leggere le tue risposte!
 
C: Grazie a te. E' stata un'intervista davvero bella, domande intelligenti e soprattutto grazie per la pazienza ... ne hai avuto davvero tanta!
Scritto da caterinaarmenta alle ore 15:59 del giorno: martedì, 28 dicembre 2010

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