martedì 3 gennaio 2012

Deborah Rodriguez




Da lontano sembrano fiori nella polvere, sprazzi di azzurro e di giallo nel grigio delle strade di Kabul, affollate in prevalenza da uomini. Fiori calpestati, ma mai spezzatisi, che sotto il burqa celano storie di ordinaria sofferenza e quotidiano coraggio.
"Noi occidentali tentiamo in vari modi di aiutare le donne afghane, ma non sempre gli sforzi che facciamo producono risultati all'altezza delle nostre aspettative.
Queste donne sono imprigionate da catene spesso invisibili agli occhi occidentali, e che capire che la complessità della loro esistenza è molto diversa dalla complessità della nostra richiede parecchio tempo.
La cultura muta molto più lentamente dei loro sogni."
Per troppo tempo sono state tenute nelle tenebre e, durante gli anni più cupi, hanno sofferto più di quanto si possa immaginare.
Ma adesso le tenebre hanno cominciato  a diradarsi e la luce sta tornando a splendere per loro. E il resto del mondo dovrà impegnarsi perchè nessuno spenga più questa luce.
Scritto da caterinaarmenta alle ore 22:57 del giorno: venerdì, 11 settembre 2009

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