martedì 3 gennaio 2012

Aracne



AracneAracne è una figura mitologica narrata da Ovidio nelle "Metamorfosi", ma che pare sia d'origine greca.
Aracne viveva a Colofone, nella Lidia. La fanciulla, figlia di Idmone, tintore e sorella di Falance, aveva un dono straordinario: tesseva con grazia lasciando tutti sbigottiti. Si vociferava che fosse stata la stessa Atena a insegnarle l'arte ma, lei orgogliosa e fiera asseriva che era stata lei a impartire lezioni  alla dea e per dimostrare la sua superiorità  la sfidò. 

Un'anziana signora si presentò ad Aracne, consigliandole di ritirare la sfida per non causare l'ira della dea. Quando lei replicò con sgarbo, la vecchia uscì dalle proprie spoglie rivelandosi come la dea Atena, e la gara iniziò.
Aracne scelse come tema della sua tessitura gli amori degli dei; il suo lavoro era così perfetto ed ironico verso le astuzie usate dagli dei per raggiungere i propri fini che Atena si adirò, distrusse la tela e colpì Aracne con la sua spola.
Aracne, disperata, si impiccò, ma la dea la trasformò in un ragno costringendola afilare e tessere per tutta la vita dalla bocca, punita per l'arroganza dimostrata nell'aver osato sfidare la dea.
Aracne è citata da Virgilio nelle Georgiche, da Ovidio nelle Metamorfosi, da Dantenel Purgatorio, da Boccaccio nel De claris mulieribus. e da Giambattista Marinonella poesia Donna che cuce.  Su "Il ragno nero" scrive un breve romanzo, lo scrittore svizzero Geremias Gotthelf (1842);
Scritto da caterinaarmenta alle ore 18:04 del giorno: venerdì, 20 novembre 2009

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